Il futuro del Maradona e non solo: parola all’assessora Ferrante
Emanuela Ferrante, assessora allo sport del Comune di Napoli,ha rilasciato un’intervista a Tuttosport.
Assessora Emanuela Ferrante, il 2026 sta per iniziare e per Napoli sarà un anno speciale, quello di Capitale Europea dello Sport: qual è l’emozione che prevale in queste ultime settimane di attesa?
«Prevale un profondo sentimento di orgoglio, perché questo titolo è il risultato di un percorso lungo e impegnativo, frutto di un lavoro intenso che ha richiesto tutte le nostre energie e al quale ha contribuito in modo importante anche il CONI regionale. Abbiamo concorso con città dotate di infrastrutture più moderne ed efficienti, ma siamo stati premiati per la forza della nostra visione: lo sport come perno delle politiche sociali e strumento di inclusione. Accanto all’orgoglio ci sono la responsabilità di essere all’altezza di un riconoscimento così prestigioso e la gioia per un anno che sarà una grande festa, con eventi capaci di creare comunità e aggregazione».
Qual è l’obiettivo principale che vi siete prefissati?
«Costruire un’eredità concreta e duratura per la città. Vogliamo fare dello sport un motore di sviluppo urbano, inclusione sociale e coesione territoriale: un diritto, un presidio di legalità, un’occasione di emancipazione personale e collettiva. Il 2026 sarà il laboratorio di questa visione: una città che investe in impianti moderni e accessibili, promuove la pratica sportiva in ogni quartiere e coinvolge scuole, associazioni e famiglie».
Il calendario di eventi si sta riempiendo, ma impossibile non partire dall’Europeo maschile che esordirà in Piazza del Plebiscito.
«Per me è motivo di straordinario entusiasmo ospitare una competizione così prestigiosa nella piazza più iconica di Napoli. Piazza del Plebiscito, cuore pulsante della città, diventerà un’arena internazionale: un’immagine che resterà impressa nella memoria collettiva. Non sarà solo sport, ma cultura, bellezza e identità che si intrecciano».
Quali altri appuntamenti imperdibili possiamo annunciare sin da ora?
«Tra gli eventi più attesi ci sono la Neapolis Marathon e la Napoli City Half Marathon, simboli di sport, cultura e solidarietà; la storica Maratona del Golfo Capri–Napoli per il nuoto di fondo; il prestigioso torneo ATP Challenger 125 di tennis; e ancora competizioni di scherma, arti marziali, basket, nuoto e sport acquatici. C’è già stato anche un momento che considero emblematico: il 23 dicembre Napoli ha accolto la Fiaccola Olimpica. È stato un passaggio capace di racchiudere il senso profondo del nostro progetto: fare dello sport non solo competizione, ma cultura, comunità e futuro».
La promozione dello sport di base è centrale nella vostra programmazione.
«È il cuore pulsante del progetto, uno dei pilastri della nostra visione. Vogliamo che ogni cittadino, indipendentemente dall’età, dal genere o dalla condizione economica, possa trovare nello sport un’opportunità di riscatto e benessere. Per questo abbiamo avviato programmi di inclusione per persone con disabilità, giovani provenienti da contesti fragili e migranti, oltre ad aver promosso iniziative come “Ottobre Festa dello Sport”, che porta attività gratuite e inclusive nei quartieri. Stiamo inoltre rafforzando l’educazione motoria nelle scuole e prevedendo agevolazioni per le fasce più deboli. In quest’ottica, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un nuovo regolamento per le palestre scolastiche: sarà il Comune, e non più il singolo istituto, a fissare i requisiti per la concessione alle società sportive, così da favorirne l’utilizzo e mantenerle aperte ogni pomeriggio».
Capitolo impiantistica: quali sono gli interventi più significativi?
«La riqualificazione degli impianti sportivi è un altro pilastro. Stiamo investendo risorse comunali, fondi PNRR e contributi europei per allineare il patrimonio sportivo agli standard europei e renderlo accessibile, sicuro e sostenibile. Tra gli interventi più significativi:
• un nuovo impianto polifunzionale a Piscinola, per offrire spazi moderni e inclusivi;
• la riqualificazione delle piscine “Prota Giurleo” di Ponticelli e “Galante” di Scampia, chiuse da anni;
• il recupero delle piscine di Corso Secondigliano e Barra (Paladennerlein), con lavori per garantire sicurezza e funzionalità;
• la realizzazione del Parco dello Sport di Bagnoli, area attrezzata con campi da calcetto e calciotto, pallavolo, basket, tennis e piste di atletica, con completamento previsto entro il 2025;
• il progetto “AreNapoli”, nuovo palazzetto dello sport nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo vicino al Centro Direzionale: una struttura moderna alimentata da fonti rinnovabili, che potrà ospitare oltre 10.000 spettatori e grandi eventi nazionali e internazionali;
• il finanziamento per l’impianto polifunzionale Palestadera, chiuso da circa dieci anni, e per la piscina Bulgarelli, entrambi a Poggioreale;
• un investimento di un milione di euro per riqualificare campetti e palestre scolastiche in tutte le Municipalità, così da garantire spazi sicuri e accessibili;
• interventi per rimuovere barriere architettoniche ed efficientare energeticamente gli impianti, per una città più inclusiva e sostenibile».
A questo proposito, qual è la situazione dello Stadio Maradona?
«Lo Stadio Maradona è e resterà il cuore del calcio napoletano. Al momento non è previsto un nuovo impianto, ma continuiamo a lavorare per migliorarne funzionalità e sicurezza, in sinergia con le istituzioni sportive e con la società calcistica. La priorità è garantire uno stadio all’altezza delle esigenze dei tifosi e degli eventi internazionali».
Dopo un anno così, sarete pronti ad accogliere l’America’s Cup nel 2027…
«Assolutamente sì. La Coppa America è una straordinaria occasione per rafforzare la reputazione di Napoli come capitale dello sport e del turismo nautico. Sarà un volano di sviluppo economico e turistico, capace di attrarre milioni di appassionati. Ci stiamo preparando con un piano coordinato che migliorerà infrastrutture e servizi, per accogliere al meglio un evento di portata mondiale».
Qual è l’evento che, a livello personale, sogna di portare in città?
«Il mio sogno è vedere Napoli ospitare i Giochi Olimpici Giovanili. Sarebbe il coronamento di un percorso che mette al centro i giovani e i valori dello sport. Ma più di ogni singolo evento, il vero obiettivo è che Napoli diventi un modello europeo di città sportiva, inclusiva e sostenibile».






