Euro 2032, pessime notizie in arrivo per lo stadio Maradona
Pessime notizie in arrivo per lo stadio Maradona di Napoli: lo riporta Calcio e Finanza.
La candidatura dell’Italia per ospitare EURO 2032 si trova in una fase delicata e tutt’altro che definita. A poco più di un anno dalla decisione ufficiale della UEFA – e con scadenze molto più ravvicinate per la presentazione dei progetti approvati e finanziati – il quadro attuale mostra molte incognite, poche certezze e una forte pressione sul sistema calcio e sulle istituzioni italiane.

xr:d:DAEgyHqjzUw:5566,j:48435786097,t:23030909
Ad oggi, l’unico stadio davvero pronto e conforme agli standard UEFA è l’Allianz Stadium di Torino, casa della Juventus. Tuttavia, la sua capienza ridotta lo esclude dalla corsa per ospitare semifinali o finali del torneo. Oltre a questo impianto, poche le situazioni chiare e rassicuranti. Roma (con l’Olimpico) e Firenze (con il Franchi) sono in posizioni relativamente avanzate, ma entrambe necessitano di interventi significativi. Un’ulteriore possibilità nella Capitale potrebbe arrivare con il nuovo stadio della Roma a Pietralata, che però deve ancora ricevere l’approvazione definitiva.
I due nodi principali sono rappresentati dagli impianti di Napoli e Milano. Il Maradona (ex San Paolo) è ormai considerato fuori dai giochi a meno che non si opti per un nuovo stadio, progetto proposto da De Laurentiis per l’area ex Caramanico. La proposta del sindaco Manfredi di una ristrutturazione dell’attuale stadio non sembra convincere le istituzioni e neppure la UEFA. A Milano, invece, San Siro non è più adeguato agli standard internazionali, né un restyling potrebbe bastare. L’unica via percorribile è quella del nuovo stadio proposto da Inter e Milan, che potrebbe sorgere accanto al Meazza, ma anche qui i tempi sono stretti e tutto dipenderà dalle decisioni politiche attese a settembre.
La possibilità di una debacle italiana, con l’intero torneo assegnato alla Turchia, rimane concreta se l’Italia non sarà in grado di garantire i cinque stadi richiesti. La UEFA ha fissato scadenze chiare: entro luglio devono essere presentati progetti non solo approvati, ma anche completamente finanziati. Un fallimento su questo fronte sarebbe un colpo durissimo alla credibilità del sistema calcio italiano.
Nel frattempo, emergono altri scenari. Bologna, inizialmente tra le candidate forti con il Dall’Ara, è scivolata indietro per via dell’aumento dei costi e della mancanza di certezze economiche. Al contrario, Cagliari si sta muovendo con decisione: il progetto del nuovo stadio da 30mila posti è stato presentato e appare in linea con gli standard UEFA. Anche Palermo potrebbe sorprendere: grazie al supporto del City Football Group, il Barbera potrebbe diventare una soluzione concreta, soprattutto se Napoli e Bari non dovessero farcela. A proposito di Bari, il San Nicola è di nuovo in gioco, con un piano di fattibilità in elaborazione e un coinvolgimento diretto di Renzo Piano, l’architetto che lo progettò per Italia ’90. A Genova (Ferraris) e Verona (Bentegodi), invece, la situazione resta ferma, con poche speranze di rientrare nella lista.
In sostanza, tra impianti non all’altezza, progetti ancora sulla carta e una corsa contro il tempo per definire e finanziare le opere necessarie, l’Italia rischia grosso. Servono decisioni rapide, investimenti certi e, soprattutto, una visione di lungo termine, non limitata alla sola scadenza del 2032. È questo l’approccio che le istituzioni vogliono adottare, guardando a modelli virtuosi come quello tedesco con l’Allianz Arena. L’arrivo di un commissario per gli stadi potrebbe accelerare i processi, ma il tempo stringe e l’eventualità di un torneo interamente turco – per ora sullo sfondo – si fa sempre più concreta se l’Italia non dimostrerà di essere all’altezza della sfida.






