Euro 2032 a Napoli: il ministro Abodi mette pressione alla città
Andrea Abodi, ministro dello Sport, ha rilasciato una lunga intervista al Mattino dove ha affrontato vari temi relativi ad Euro 2032 e all’America’s Cup.
Abodi: “Napoli sarà tra i comuni per Euro 2032?Entro settembre prossimo i Comuni interessati dovranno manifestare formalmente l’interesse alla FIGC, a luglio del 2026 sarà effettuata la verifica dei progetti e dei rispettivi iter amministrativi, a ottobre 2026 verranno indicati i cinque stadi dalla Figc alla Uefa e per maggio 2027 si dovranno aprire gli eventuali cantieri. Ci sono 11 città che ambiscono a Euro
2032, alcune sono più avanti come Torino e Roma altre devono partecipare a una competizione ed essere pronte entro le date della tabella di marcia. E necessario comprendere che c’é una competizione tra le città che si proporranno e per quanto si cercherà di avere una presenza dell’Italia in tutte le sue articolazioni geografiche, alla fine la vinceranno le municipalità che si dimostreranno all’altezza della sfida, che passa inevitabilmente dalla sinergia tra Comuni e
Club.
Ripeto, c’è una competizione, quindi si misurano le opportunità e i rischi. Lo sto spiegando da mesi per sollecitare le consapevolezze e le responsabilità. Ho profondo rispetto per il Comune, cosi come per il Club, quindi auspico vivamente che le due agende trovino una loro armonia, sintonia, convergenza. Concretamente e ora, perché il tempo sta scadendo.
Lo spirito del decreto sport? Lo spirito del decreto è quello di essere coerente con la visione che abbiamo dello sport e funzionale ad esigenze sentitamente diffuse e indifferibili. Non risolve tutti i problemi, ma li affronta mettendo insieme le grandi competizioni internazionali e lo sport competitivo, con la pratica quotidiana e il suo valore riconosciuto dall’articolo 33 della Costituzione. Lo sport inteso in tutte le sue forme.
Sport come recupero dei giovani? Sì, lo sport è una grande e indispensabile opportunità. Caivano era l’esempio plastico dell’abbandono, la rappresentazione del disagio sociale e di spazi urbani conquistati da bande criminali, che oggi stiamo riconquistando anche attraverso lo sport e la sua pratica, ampia e diffusa. A Napoli abbiamo agito in questo senso anche alla Sanità, con una configurazione meravigliosa, frutto di scelte lungimiranti che hanno consentito di realizzare qualcosa che sembrava quasi impossibile, con la riconquista di uno spazio da dedicare alla socialità sportiva, superando le diffidenze iniziali della comunità. Ho visitato il “palazzo per lo sport” della Sanità con il ministro Piantedosi qualche mese fa, e ho compreso il senso di una sfida vinta. Un luogo simbolo, anche di legalità, affidato ai tecnici delle Fiamme oro, pieno di ragazze e ragazzi con tante palestre che offrono la possibilità di praticare diverse discipline, a partire dalla boxe.
E proseguiremo nell’area di Scampia e di Secondigliano dove stiamo progettando il recupero e la realizzazione di altre infrastrutture sportive, in particiolare dedicate al nuoto. Stesso modello, adattato alle diverse esigenze delle rispettive comunità, con progetti che interesseranno Foggia a Orta Nova, Rosarno e San Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro, Catania a San Cristoforo e Palermo a
Borgo Nuovo. Non solo sud, perché abbiamo messo in campo la stessa strategia anche a Rozzano, alle porte di Milano, e nella periferia romana del Quarticciolo. E proseguiremo, anche insieme al ministero dell’Interno, con ulteriori interventi in luoghi di sport, abbandonati e incompiuti, utilizzando i Fondi sviluppo e coesione. E tutto questo lo stiamo realizzando grazie al coordinamento affidato al
Prefetto Fabio Cicigliano, che è anche capo della Protezione Civile, e al supporto tecnico della nostra società Sport e salute.
Con il decreto è partita l’America’s Cup? Certo, è partita la sfida organizzativa per la prossima edizione della Coppa America di vela e c’è un cronoprogramma preciso e incalzante: a settembre dobbiamo essere materialmente tutti operativi. Con la riqualificazione di Bagnoli e il dragaggio a mare che consentirà di ospitare le meravigliose imbarcazioni del difensore del Trofeo, il Team New Zealand, e degli sfidanti provenienti da tutto il mondo, a partire dalla nostra Luna Rossa. Bagnoli-Caroglio sarà da aprile 2026 la base operativa della competizione.
In cosa consiste il piano? La prima cosa è che dopo decine di anni durante i quali Bagnoli è stato un luogo di indeterminatezza e abbandono, con un destino sospeso, grazie ai fondi stanziati dal Governo e alla sua determinazione, sarà possibile il recupero della vita attiva restituendolo alla città. I fondi per la bonifica e la rigenerazione urbana, oltre un miliardo e duecento milioni di euro, sono stati la precondizione per portare la
Coppa America a Napoli, con i primi 152 milioni dedicati proprio alle opere funzionali per il grande avvenimento. Ci sarà una formidabile accelerazione per le opere che si devono fare che consentirà all’area interessata di rinascere. Accelerare, nel rispetto delle regole ambientali, per consentire all’evento di lasciare positive eredità alla città, a chi la vive e a chi la considera un luogo di destinazione turistica.
Che significa? La scelta di Napoli non è stata solo il riconoscimento della bellezza, del suo fascino storico, artistico e culturale, del valore del suo
Golfo e delle sue caratteristiche in chiave velica, ma l’affermazione di una visione di sviluppo sostenibile e durevole. La Coppa America è stata la chiave di questa straordinaria opportunità: dare una svolta definitiva al futuro di Bagnoli e alle sue potenzialità.
Abbiamo privilegiato l’obiettivo che è passato anche attraverso una silenziosa opera di analisi di tutte le condizioni necessarie per ospitarla in Italia, valutando tante opzioni, non solo quella di Napoli. Una volta fatta la scelta, in perfetta sintonia e sinergia con il sindaco Manfredi e i suoi tecnici, siamo andati avanti pensando solo al risultato finale, ovvero a convincere definitivamente i neozelandesi.
Capisco l’esigenza di vedere rappresentata la Regione, ma prima della rivendicazione di posti mi sarei aspettato il riconoscimento di quello che è stato fatto a beneficio di Napoli, della regione e di tutta la Nazione. Ottenuto il risultato, non c’è nessuna preclusione perché anche la Regione si senta coinvolta e abbia le sue rappresentanze nell’evento. Noi vogliamo coinvolgere tutte le istituzioni del territorio, oltre alla Regione anche la città metropolitana e l’autorità portuale.

Il progetto mi convince? Bagnoli con le opere a mare come il dragaggio dei fondali per mettere le barche della competizione in acqua, l’illuminazione scenografica dei siti, la nuova accessibilità, il recupero di spazi pubblici che resteranno tali anche dopo l’evento, sarà un luogo con la sua identità e le sue vocazioni”.






