L’infortunio di Frank Zambo Anguissa colpisce il Napoli nel momento più fragile della stagione. In altri contesti si potrebbe parlare di opportunità, di spazio per chi gioca meno, di chance per valorizzare la rosa. Ma la lunga emergenza che avvolge l’ambiente azzurro rende tutto più pesante. E la verità è semplice: a un giocatore come Anguissa non si rinuncia mai.
Conte lo ha gestito finché ha potuto, provando persino a concedergli riposo contro il Pisa, salvo poi essere costretto a inserirlo nella ripresa per raddrizzare una partita complicata. Alcuni infortuni pesano più di altri, e questo è uno di quelli che rischiano di deformare l’intera impalcatura della squadra. Anche perché in estate non è stato trovato un vero sostituto naturale e l’idea era comunque quella di intervenire a gennaio. Ora, invece, bisogna arrangiarsi subito, con ciò che c’è.
Doppia via per rimpiazzarlo
Sulla carta, le soluzioni immediate sono due: Billy Gilmour ed Eljif Elmas. O almeno, sono le più logiche. Conte potrebbe sempre sorprendere — il riferimento a Vergara nel testo della Gazzetta lo fa intuire — ma oggi tocca soprattutto a loro.
La perdita di Anguissa non è solo tecnica. È psicologica, tattica, gerarchica. La sua leadership nello spogliatoio e il contributo offensivo in crescita (sei gol nella scorsa stagione, quattro già in questa) avevano fatto di lui un riferimento totale. E ora il Napoli scopre che il vuoto durerà almeno due mesi.
La via del doppio playmaker
Quando Anguissa si fermò a Como, Conte si affidò senza esitazioni a Gilmour. Arrivato dalla Premier per dare ritmo e geometrie diverse, Billy si era integrato rapidamente accanto a Lobotka. Il doppio playmaker funzionava: muoveva la squadra, evitava le marcature a uomo sullo slovacco, rendeva più libero McTominay di attaccare la trequarti con i suoi inserimenti.
La partita simbolo fu quella scudetto contro l’Inter: Gilmour non tremò, anzi. Pressò alto, cambiò gioco, accorciò sulle linee di passaggio. Era un Napoli corto, compatto, più intelligente. Tutto questo rende l’alternativa credibile… ma c’è un problema.
Gilmour viene da un guaio muscolare. Non è scontato che recuperi per l’Atalanta. E questo cambia tutto.
Elmas, la soluzione più probabile
Oggi il nome più logico è quello di Eljif Elmas. Conte lo ha utilizzato in più ruoli nelle ultime settimane: regista dopo lo stop di Gilmour, esterno alto come ai tempi di Spalletti, mezzala quando serve più corsa e creatività.
La mezzala è ciò che Elmas ama di più, ed è proprio lì che può provare a riempire parte del vuoto lasciato da Anguissa. È un trequartista moderno, bravo nell’uno contro uno, nell’inserimento e soprattutto disposto al sacrificio. Non è il camerunese, non può replicarne le caratteristiche, ma può compensare con energia, versatilità e qualità tecnica.
Ed è questo il messaggio implicito che filtra dal racconto della Gazzetta:
senza Anguissa, ognuno dovrà dare qualcosa in più.
Un Napoli da reinventare
La squadra dovrà trovare nuovi equilibri, né semplici né immediati. Anguissa garantiva struttura, forza, continuità e gol: non lo sostituisci con un solo uomo, ma con una somma di responsabilità condivise.
Conte dovrà inventare, adattare, ridefinire gerarchie. Gennaio non è vicino; serve arrangiarsi ora, alzando il livello di chi è rimasto in piedi.
Fonte: Gazzetta






