Elmas-Napoli: curiosità e retroscena
Eljif Elmas, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Mattino.
Elmas: “Io sono un numero 10. Lo so, non è l’epoca giusta per quelli come me. Ma io mi sento un calciatore con fantasia, a cui piace giocare a tutto campo.
Ma a Napoli ho fatto tutto e di tutto. Se volevano avrei fatto anche il braccetto o il terzino…
E ho dimostrato sempre la mia disponibilità totale.
Il riscatto del Napoli non è arrivato? Lo accetto, fa parte del gioco.
Io non ho recriminazioni, né rimpianti. Ed è giusto che il Napoli abbia fatto le proprie valutazioni.
Allegri la giusta scelta post Conte? Credo proprio che sia un vincente, che abbia vinto tantissimo alla Juventus. È cambiato rispetto a quando guidava i bianconeri: all’epoca ricordo il suo gioco più offensivo e aggressivo, spesso un 4-3-3. Quest’anno, quando l’abbiamo affrontato con il Milan anche in Supercoppa, mi è apparso più accorto, più attento alla fase difensiva. Ma sono certo che sia l’uomo giusto per Napoli e il Napoli.
Napoli? Una città straordinaria, dove i tifosi danno una spinta costante. Una passione che si fa fatica a mettere da parte come se nulla fosse. Riportare lo scudetto dopo un’attesa di 33 anni è stata un’emozione straordinaria. Peraltro al termine di un campionato dominato, dove abbiamo dimostrato di essere una squadra unica. Come in quel 5-1 con la Juventus. Per giorni i tifosi mi offrivano caffè e dolci ovunque. Per come abbiamo trionfato, sembrava quasi una cosa semplice, invece è stato un cammino favoloso, iniziato con quella striscia di vittorie che ci ha fatto subito sentire imbattibili.
Cosa ci ha dato Spalletti? Lui ci chiedeva sempre di giocare, di puntare sulla tecnica, di cercare il pressing, di non gettare mai via la palla e di non accontentarci del gol fatto. Perché bisognava sempre insistere.
Cosa ha dato Conte? Un altro maestro per me.
Per lui non era sufficiente un giorno di lavoro per raggiungere
certi risultati.
Ripeteva sempre che non ne bastavano
neppure due o tre. Diceva che alla base di tutto c’è il lavoro costante e continuo e che
non dovevano esserci momenti di pausa, per rilassarsi dopo una vittoria. Quello che si fa ogni giorno porta alla vittoria o alla sconfitta. Ho giocato 44 partite con lui e ne sono fiero.
Lui è molto attento alla parte difensiva del lavoro che non coinvolge solo i difensori ma tutta la squadra in campi. Il mister ha dato tanto al Napoli.
Mi aspettavo che sarebbe andato via? No, onestamente proprio è stata una sorpresa.
Non aveva mai dato questi
segnali ed ero certo che alla fine sarebbe rimasto,
che avrebbe continuato nel
Napoli. Ma anche lui avrà pensato che il suo futuro non era lì, che
andava costruito altrove. Come sto facendo io adesso.
Dopo Bologna poteva andar via? Il clima era particolare, ma in fondo ho solo atteso che si realizzassero gli eventi. Senza voler entrare nei dettagli della situazione che si era creata.
Dove si è visto il miglior Elmas? Secondo me non si è mai visto.
Ma non perché cambiavo continuamente posizione sul
terreno di gioco, quello fa parte del gioco. Un po’ tutti si adattano alle situazioni e alle emergenze, perché quasi mai non ci sono infortuni o indisponibili.
Senza tutti questi infortuni avremmo potuto rivincere il campionato? Forse potevamo fare qualche punto in più, ma bisogna anche riconoscere la forza dell’Inter che ha mio avviso ha vinto meritatamente il titolo italiano.
Ma la nostra è stata una stagione super, perché la Supercoppa a Riad è un trofeo che ci riempe d’orgoglio.
Eravamo i campioni d’Italia, tutti ci aspettavano per farci lo sgambetto, per togliersi la gioia di batterci. Noi abbiamo fatto una stagione a testa altissima.
Peccato solo per la Champions: anche noi ci siamo rimasti male per non aver passato la fase a gironi. Ma il calcio è questo e bisogna sempre accettare le sentenze del campo.
Un ritorno al Napoli? Non vedo motivi per poter dire di no. Napoli dà felicità ed emozioni. Ogni calciatore
dovrebbe nella sua vita vivere l’esperienza di giocare in una città che vive per il calcio.
Sono rimasto in contatto con ex compagni? Siamo stati un bel gruppo anche fuori dagli allenamenti.
Ma in questi giorni ognuno pensa allavoro che c’è da fare con il proprio club: noi siamo qui a Lipsia, il Napoli in montagna e non è il momento di scambiare messaggi.
Conte CT mi sorprenderebbe? La cosa che mi sorprende, giocando nel calcio italiano dal 2019, è che per la terza volta l’Italia non sia riuscita a conquistare il pass per il Mondiale. Conte sarebbe perfetto per chiunque, figurarsi per la Nazionale. Ma io nella mia mente devo avere solo la mia Macedonia”



