Sinner vince a Wimbledon: il numero 1 si prende Londra
A Londra si è scritta la storia: il numero 1 del mondo Jannik Sinner vince per la prima volta il trofeo di Wimbledon battendo Alcaraz 4/6 6/4 6/4 6/4. Con questo successo l’altoatesino consolida la sua leadership nel circuito.
Sinner vince Wimbledon: il resoconto del torneo
Jannik Sinner approda sui prati dell’All England Club con una missione antica: colmare il vuoto storico italiano a Wimbledon. Già vincitore di tre Slam – due Australian Open e un US Open – il 23enne altoatesino manca ancora del prestigioso titolo sull’erba. Dal primo turno emerge subito determinato: dopo aver eliminato Luca Nardi con un netto 6-4, 6-3, 6-0, Sinner si sintonizza subito sulla superficie veloce di Londra .
Il secondo turno è un allenamento agonistico: Aleksandar Vukic non oppone quasi resistenza, cedendo per 6-1, 6-1, 6-3, segno che Jannik è in perfetta sintonia con il campo . Ma il torneo non sarà una passeggiata: nella quarta tornata, Sinner incappa in uno scivolone sull’erba che gli provoca dolore al gomito, condizione che lo mette alla prova fino a costringerlo a una discreta dose d’immobilità. Nonostante l’infortunio, trova la forza di reagire e avanza ai quarti quando l’avversario Grigor Dimitrov si ritira per un problema muscolare ().
Al quarto di finale, Sinner incrocia il giovane talento statunitense Ben Shelton. Nonostante qualche incertezza, la tenacia prevale: Sinner vince in tre set, 7-6(2), 6-4, 6-4, dominando la partita in quasi due ore di gioco, dimostrando che il fastidio al braccio non lo fermerà .
E così eccolo in semifinale, dove lo attende Novak Djokovic: un match dal sapore leggendario. Sinner, fresco di No. 1 del mondo, affronta il campione serbo, vincitore per sei volte a Wimbledon. Ma stavolta è l’italiano a imporsi: conquista il pass per la finale con un netto 6-3, 6-3, 6-4, ripetendo il suo dominio nella rivalità contro Djokovic, concludendo una gara di grande intensità tattica in poco meno di due ore .
Il palcoscenico è pronto per una finale storica contro il detentore Carlos Alcaraz, il campione in carica. La sfida è uno scontro generazionale, il remake della finale di Parigi. Alcaraz parte forte, portandosi sull’1‑0 con un 6-4 ben orchestrato. Ma Sinner non si scompone. Recupera nel secondo set e impatta 1-1, rompendo il servizio dello spagnolo ().
Nei due set successivi, la determinazione e la coesione tattica di Sinner emergono: 6-4, 6-4. Il suo rovescio diventa un’arma letale, la prima di Alcaraz viene costantemente messa sotto pressione; ogni game al servizio è costruito con cura, senza concedere spazio. Sul 2-1 del secondo set, un incidente insolito rompa la concentrazione: un tappo di champagne esplode dagli spalti davanti a Sinner, costringendo l’arbitro a intervenire – un episodio che, però, non scuote minimamente l’italiano, che risponde con due set vinti filati .
La finale si protrae per 3 ore e 6 minuti, con Sinner che sciorina un gioco solido da fondocampo e una rete attiva e precisa, cavando input vincenti nei momenti più delicati (). Quando il punteggio si fissa sul 4‑6, 6‑4, 6‑4, 6‑4 in suo favore, la storia viene scritta. Sinner diventa il primo italiano a trionfare a Wimbledon, rompendo l’egemonia dei Big Four sull’erba, confermandosi leader del circuito All‑England.

È un momento di svolta per il tennis: la rivalità Sinner–Alcaraz segna un nuovo capitolo, suggellando il repentino avvicendamento tra generazioni. Sinner, finalmente, corona un sogno coltivato da bambino: sulle tribune sono presenti i genitori e il fratello, a testimonianza di una favola resa possibile da talento, lavoro e resilienza.

