Intervistato da Calciomercato, Andrea Dossena ha parlato del suo rapporto speciale con Napoli e con i tifosi azzurri, spiegando perché ancora oggi si senta “napoletano d’adozione”.
“Ho la capacità di ambientarmi ovunque, lì mi sono adattato a prendere la vita così com’è e viverla con leggerezza. Sono stati quattro anni bellissimi, si viveva di calcio 24 ore su 24”.
L’ex esterno azzurro ha ricordato il forte legame creatosi con la città e con una tifoseria capace di trasformare il calcio in parte integrante della quotidianità.
L’aneddoto al supermercato
Dossena ha poi raccontato un episodio curioso vissuto durante la sua esperienza napoletana, simbolo della passione che circonda il Napoli in città.
“Una mattina vado al supermercato alle 7.45 per comprare delle cose, ero con cappello e sciarpa per non farmi riconoscere. Appena entro incontro una nonnina che mi sgama subito e mi inizia a parlare di calcio”.
Un racconto che fotografa perfettamente il rapporto continuo tra squadra e tifosi, fatto di entusiasmo e attenzione costante.
Cavani, Lavezzi e la musica nello spogliatoio
L’ex giocatore ha ricordato anche l’atmosfera all’interno dello spogliatoio di quel Napoli, caratterizzato da una forte presenza sudamericana.
“Sempre quella sudamericana. Io ogni tanto provavo a fare il dj e mi portavo anche la cassa, poi arrivavano Cavani e Lavezzi e cambiavano. Mate e musica. Canzoni nelle quali cambiavano le parole ma il ritmo era sempre lo stesso”.
Il gruppo guidato allora da Walter Mazzarri viene ancora ricordato come uno dei più uniti e carismatici della storia recente azzurra.
I ricordi del Liverpool e Benitez
Nel corso dell’intervista Dossena ha parlato anche della sua esperienza al Liverpool, soffermandosi sulla settimana più memorabile della sua avventura inglese.
“La settimana dei goal al Manchester United e al Real Madrid. Benitez da buon difensivista mi aveva alzato sulla linea di centrocampo, in quel ruolo feci quelle due reti in pochi giorni”.
Infine, un passaggio anche su Rafa Benitez, allenatore che ha avuto sia in Premier League sia successivamente a Napoli.
“Molto preciso e puntiglioso. Parlava solo di calcio, il suo mondo era quello”.
