Nel repertorio di Giovanni Di Lorenzo c’è anche il gol che, contro il Verona, diventa un sospiro di sollievo e vale un pareggio in rimonta. La sua matrice difensiva conserva una giovinezza offensiva pronta a emergere quando serve: una volée rasoterra che inganna Montipò, su assist di Marianucci. Un colpo rapido, istintivo, da uomo d’area che sa leggere il momento prima ancora dello spazio.
Una rimonta costruita sulle fasce
Ancora una volta è la fascia destra a tenere in corsa il Napoli, nonostante l’assenza pesante di David Neres. Dopo un primo tempo confuso, chiuso sotto di due gol — uno nato da un rigore che lascia più di un dubbio — la squadra di Conte cambia atteggiamento nella ripresa. Aumenta il ritmo, cresce l’aggressività e si alza il baricentro. La pressione diventa costante, soprattutto sulle corsie.
La svolta arriva anche a sinistra, dove prima Noa Lang e poi Spinazzola trasformano la fascia in una zona di assedio continuo. Da lì nasce il gol di McTominay, poi altre due reti annullate, fino al pareggio che arriva dal lato opposto. Ed è qui che emerge il capitano, nel momento più delicato.
Di Lorenzo, prestazione totale
Giovanni Di Lorenzo è ovunque. Spinge, rientra, crossa, dialoga nello stretto e trova anche il gol. È il simbolo di una squadra che non accetta la sconfitta, nemmeno in una serata storta. Anche se il risultato finale è solo un pareggio, la sua prestazione lascia una certezza nel pieno del tour de force di gennaio: Di Lorenzo è tornato ai suoi livelli migliori.
Ora che ha ritrovato la condizione fisica ideale, il suo peso offensivo diventa un valore aggiunto decisivo. Non solo per la spinta costante, ma per la capacità di creare occasioni e di incidere nei momenti chiave. Il gol contro il Verona pesa perché arriva dopo due reti di svantaggio e perché evita una sconfitta interna che avrebbe avuto conseguenze pesanti, anche psicologiche, alla vigilia della sfida con l’Inter.
L’intuizione di Marianucci e il gesto tecnico
Determinante anche la lettura di Marianucci, che individua il movimento del capitano e lo serve con tempi perfetti. Di Lorenzo non controlla: calcia subito, trova l’angolo vicino e approfitta del leggero ritardo di Montipò. Rapidità d’esecuzione e tecnica da ruolo diverso, qualità già viste anche in Champions League.
Sulla destra diventa una locomotiva, supportato da Politano, gregario prezioso che lavora per la squadra e amplifica l’efficacia del capitano. Insieme formano una coppia affidabile, anche quando manca l’estro puro.
È un lavoro totale, fatto di umiltà e spirito di servizio. In una stagione segnata da infortuni e assenze, avere Di Lorenzo in questa condizione è un vantaggio competitivo enorme. Il suo passato da difensore che sognava Batistuta oggi salva il presente del Napoli. E forse anche il futuro della sua corsa.
Fonte: Mattino






