Dalla Nazionale a Castel Volturno: niente tregua per i senatori
Per Di Lorenzo, Politano e Buongiorno non c’è stato respiro neppure con la Nazionale. Nel momento in cui speravano di ritrovare un clima sereno, si sono ritrovati travolti dal tracollo con la Norvegia e soprattutto da critiche feroci, persino sul senso di appartenenza alla maglia. Al rientro, però, la situazione non è apparsa più leggera. Anche Castel Volturno vive giorni cupi: lo sfogo di Conte dopo la sconfitta di Bologna ha lasciato ferite aperte nello spogliatoio e un clima teso che attende risposte immediate.
Di Lorenzo, in quanto capitano, sa che i riflettori sono puntati su di lui. Non è ancora il momento di parlare, il gruppo deve ricompattarsi prima di qualsiasi presa di posizione pubblica. Ma conosce perfettamente ciò che ci si aspetta da un leader vero: assumersi responsabilità, fare da guida, restare saldo anche quando l’ambiente vacilla.
Conte di fronte a una nuova emergenza interna
Il tecnico è chiamato a gestire un’altra fase complicata. Nel calcio, i risultati restano l’unica vera bussola, e la vecchia guardia del Napoli è ora attesa alla prova dei fatti. Dopo Eindhoven, furono proprio i protagonisti dello scudetto a prendere in mano la situazione. Oggi lo scenario è diverso: la sosta per le qualificazioni mondiali ha complicato il lavoro, e chi ha vissuto la vittoria del tricolore sa di essere nel mirino.
Di Lorenzo e Politano hanno già parlato ai più giovani, ricordando che dietro lo scudetto c’erano sacrificio, senso di squadra e responsabilità condivise. Ma ora serve ritrovare quella stessa compattezza, perché anche i senatori hanno mostrato segni di logoramento. Le parole di Conte – «non voglio accompagnare il morto» – restano un avvertimento pesante, rivolto soprattutto ai campioni del passato recente.
Il peso dei minuti, la fatica e l’attaccamento al progetto
Di Lorenzo è l’immagine stessa della continuità. È in cima alla classifica dei minuti giocati in campionato con 1.091, più di chiunque altro, persino oltre Leali e Norton Cuffy. Non conosce il significato della parola “riposare”: è un highlander al servizio del Napoli. Da quando Conte è sulla panchina azzurra ha saltato solo una gara di Serie A, e solo per squalifica. Lavoro fisico, allenamenti intensi e dedizione totale hanno rappresentato per lui una sorta di elisir.
Politano non è da meno: punto di riferimento sulla fascia destra, stakanovista instancabile, ha saltato una sola partita per un problema muscolare. Con Conte ha ritrovato anche la Nazionale e vuole tornare presto al gol, contribuendo alla rinascita del gruppo.
Un leader senza “cerchio magico” e una risposta che arriverà dal campo
Conte non ha pretoriani né gruppi privilegiati. Il suo è uno stile distante ma equo, uguale per tutti. Lo testimonia anche Lang, che in ritiro con l’Olanda raccontò di aver parlato pochissimo con il tecnico. Di Lorenzo è tra i pochi ad avere accesso diretto alla stanza dell’allenatore, eppure in questi giorni non c’è stato alcun confronto. Conte ha una strategia e, come spesso accade, la tiene per sé.
Il capitano, però, sente la stanchezza e la fame di riscatto. Vuole vincere ancora, vuole trascinare la squadra e sa che questo è il momento di mostrarsi all’altezza del ruolo. Vale anche per Politano e per tutti coloro che reggono lo spogliatoio. La risposta non dovrà arrivare davanti ai microfoni, ma sul campo. È lì che si misurano davvero i leader.
Fonte: Il Mattino





