Aurelio De Laurentiis, intervenuto durante il Gran Galà del Calcio AIC, ha espresso con decisione la sua visione per un calcio radicalmente riformato, partendo dal rapporto tra club, istituzioni e modello sportivo.
Le parole di De Laurentiis
Il presidente azzurro ha aperto così:
“Il riconoscimento coglie quel momento. Siamo tutti quanti compenetrati negli obiettivi del campionato. Vedo qui tante istituzioni. Non si può più andare avanti così”.
Sulla centralità dei tifosi e sulle riforme necessarie:
“Non è possibile che i campionati non contino come la cosa più importante per i tifosi che ci seguono. Loro sono i nostri committenti. C’è un problema: Veltroni ha cambiato il calcio con le società di capitali, ma tutte le istituzioni devono adeguarsi”.
De Laurentiis ha poi ribadito la necessità di ridurre il numero delle squadre:
“Noi dovremmo cominciare il campionato in un momento e, se fossimo meno società, chiuderemmo il campionato anzitempo. Così le nazionali non toglierebbero energie ai club. Conta la qualità, non il numero”.
Il punto più forte del suo intervento riguarda le retrocessioni:
“Qui c’è un grande errore: le retrocessioni. Se hai la spada di Damocle della retrocessione, una società più piccola ha paura di investire. In NBA non ci sono retrocessioni e sono diventati tutti miliardari”.
Il presidente ha insistito sul modello americano anche riguardo ai possibili scenari futuri:
“Si potrebbe chiudere il campionato prima per evitare che le nazionali tolgano giocatori ai club. In America, in NBA, sono diventati tutti miliardari senza retrocessioni”.
Infine, un monito al sistema:
“Io voglio vedere i proprietari veri delle società, quelli che capiscono che serve gavetta. Se DAZN ci abbandona siamo nei guai… Non facciamo incazzare nessuno, facciamo gli italiani!”.


