Conte, l’unica certezza in un Napoli sotto pressione
Antonio Conte è oggi la figura più solida del Napoli, il punto fermo in un ambiente appesantito da tensioni e risultati altalenanti. Non fragile, mai. È lui l’uomo a cui la società si affida per ripartire. Non considera necessaria la presenza di De Laurentiis a Castel Volturno: preferisce gestire tutto da solo, prendersi responsabilità e oneri senza interferenze esterne. Prima di parlare al gruppo attende il rientro di tutti i nazionali, deciso ad affrontare ancora una volta i problemi che credeva di aver superato dopo il pesante 2-6 con il PSV.
Nelle giornate successive alla trasferta di Eindhoven scelse la linea dura: dialoghi individuali, confronto con i senatori, richiami severi. Ora cambia strategia. Profilo basso, silenzio e attesa, ma con un’aspettativa chiara: il Napoli deve cancellare superficialità, personalismi e rimpalli di responsabilità che lo hanno fatto infuriare dopo Bologna, al punto da far temere un clamoroso addio. L’ordine ora è uno solo: testa bassa e lavorare.
Il patto con De Laurentiis e gli obiettivi del Napoli
Il legame tra presidente e allenatore, nato nell’estate 2024, resta intatto. De Laurentiis non ha mai preso in considerazione l’idea di sostituire Conte: sarebbe stato un errore strategico enorme. Nessun blitz, nessuna invasione di campo, nessuna telefonata ai calciatori per sondare l’umore dello spogliatoio come accadeva con Garcia. La società ha definito obiettivi chiari: conquistare i playoff di Champions e chiudere la stagione tra le prime quattro in Serie A.
Conte, da parte sua, appare concentrato, nervoso, determinato. Sente la fatica e la pressione di una panchina che non concede tregua, ma il suo spirito è quello dei giorni di battaglia. Con l’avvicinarsi della settimana decisiva – Atalanta, Qarabag, Roma – ha iniziato a provare correttivi tattici insieme ai suoi collaboratori più fidati, Stellini in testa.
Verso Atalanta e Qarabag: il 4-3-3 rimane la scelta più logica
Il tecnico si aspetta una scossa immediata. In quattro giorni il Napoli si giocherà una grossa fetta del proprio futuro, affrontando due gare cruciali per rilanciarsi. Conte vuole confermare il 4-3-3: non c’è tempo per tornare al 3-5-2, almeno finché Lukaku non sarà pienamente recuperato.
A sinistra Neres è il favorito, con Lang ed Elmas destinati a rappresentare soluzioni alternative. Proprio Elmas potrebbe essere utilizzato da mezzala per colmare il vuoto lasciato da Anguissa, mentre l’assenza di Gilmour esclude il doppio regista. Spinazzola non dovrebbe essere rischiato contro l’Atalanta ma potrebbe tornare utile in Champions contro il Qarabag. McTominay e Lobotka continueranno a sorreggere il centrocampo, a oggi imprescindibili.
Infermeria affollata e l’attesa per il ritorno di Lukaku
Gli indisponibili restano numerosi: Meret, Anguissa, De Bruyne, Gilmour e Lukaku, con Spinazzola ancora in dubbio. La nota positiva riguarda proprio Big Rom: potrebbe tornare tra i convocati per Roma-Napoli del 30 novembre. E quando sarà pienamente a disposizione, il passaggio al 3-5-2 diventerà un’opzione reale, forse addirittura la preferita dell’allenatore.
Conte sa che questa sarà una settimana determinante. E il Napoli, oggi più che mai, si affida a lui per ritrovare stabilità, identità e risultati.
Fonte: Il Mattino






