Ventisei minuti che restano nella memoria
Un tempo breve, appena ventisei minuti, ma capace di condensare un decennio di emozioni e ricordi indelebili. Kevin De Bruyne, tornato all’Etihad da avversario, ha vissuto una serata pallida nel risultato ma luminosa nel cuore. Accolto da un’ovazione al momento dell’ingresso in campo e salutato con una standing ovation al momento della sostituzione, “King Kevin” ha capito che nulla sarà più come prima.
Antonio Conte, costretto a una scelta dolorosa dopo l’espulsione di Di Lorenzo, ha deciso di sacrificare proprio De Bruyne per riequilibrare la squadra. «A me è dispiaciuto doverlo sostituire, non solo perché tornava a casa, ma soprattutto per l’apporto che avrebbe potuto darci. Non avevo alternative», ha spiegato il tecnico. L’ex City, con il suo consueto aplomb british, ha accettato senza protestare: uno stile che lo rende leader anche nei momenti più amari e complicati.
Il futuro dopo il congedo
Per chi ha giocato 655 partite e segnato 157 gol, non è facile digerire simili beffe del destino. Ma De Bruyne sa che la carriera è fatta di alti e bassi: perdere la fascia di capitano della nazionale belga o uscire anticipatamente all’Etihad sono solo tappe. Restano i trionfi, i titoli, le notti indimenticabili e soprattutto resta la voglia di inventarsi nuove sfide.
Napoli-Pisa sarà già lunedì la prossima missione. Un Monday Night meno affascinante del palcoscenico europeo, ma cruciale per ripartire subito e alimentare le ambizioni scudetto. Nel frattempo, le immagini del match contro il City continueranno a girare nei video e nelle analisi, ma il calendario non lascia tregua: domenica 28 settembre sarà la volta di Milan-Napoli a San Siro, un duello che metterà De Bruyne di fronte a Luka Modric, un altro campione senza tempo e dalla classe infinita.
Un nuovo re a Napoli
Dopo dieci anni di City, il presente del belga è a Napoli. Il Maradona lo aspetta con un altro sold out, pronto ad applaudire il suo stile e la sua eleganza calcistica. Nessuna smorfia, nessun gesto di disappunto quando si è alzata la lavagnetta per sostituirlo: De Bruyne è fatto così, un modello di classe, dedizione e professionalità.
Dal Genk al Wolfsburg, dal Chelsea alla Nazionale, fino a Manchester e ora al Napoli: la sua storia continua. Con già due gol segnati in 240 minuti in azzurro, KDB ha voglia di ricominciare subito, portando con sé l’eco degli applausi dell’Etihad e trasformandolo in nuova energia. Il discorso del re, a Napoli, è appena iniziato.
Fonte: Gazzetta






