Per Rasmus Højlund, la trasferta di Copenaghen non è una partita come le altre. È un ritorno alle origini, a pochi chilometri da Horsholm, la cittadina dove è cresciuto insieme ai fratelli gemelli Oscar ed Emil. Tra il lago ghiacciato, i campi dell’Horsholm-Usserod Idraetsklub e la scuola, qui sono nati i primi sogni di un ragazzo che oggi guida l’attacco del Napoli. Al Parken Stadium, sugli spalti, ci saranno i genitori Anders e Kirsten e molti amici di una vita: un dettaglio emotivo che rende la serata ancora più speciale.
Le radici di una famiglia di calciatori
I fratelli Højlund rappresentano un caso raro: tre professionisti cresciuti nello stesso vivaio. Rasmus gioca nel Napoli, Oscar è centrocampista dell’Eintracht Francoforte ed Emil è attaccante dello Schalke. Tutti hanno mosso i primi passi nell’Hui, il club di Horsholm, dove la famiglia ha costruito un ambiente quasi maniacale per l’allenamento.
Il padre Anders, ex centravanti semiprofessionista, è stato il primo allenatore di Rasmus e ha trasformato il seminterrato di casa in una piccola palestra con mini porte per allenarsi anche quando la neve rendeva impraticabili i campi. La madre Kirsten, ex atleta dei 100 metri e poi impegnata nell’esercito, ha curato logistica e organizzazione, diventando una sorta di team manager domestica. Disciplina, lavoro e ambizione sono stati i pilastri dell’educazione sportiva dei tre fratelli.
Allenamenti ossessivi e scelta di vita
Chi lo ha visto crescere racconta un ragazzo instancabile. Quando gli altri compagni andavano sotto la doccia, Rasmus restava in campo a dribblare i conetti per un’ora. Da bambino era bravo anche nel nuoto e per un periodo ha diviso il tempo tra piscina e calcio, ma alla fine la passione per il pallone ha avuto la meglio.
Il suo percorso è stato rapido ma intenso: dal Brøndby al ritorno al Copenaghen, poi Sturm Graz, Atalanta, Manchester United e infine Napoli. Anche la scelta dell’agenzia che ha curato il trasferimento in Premier è stata frutto di una vera e propria selezione familiare, con decine di agenti “intervistati” dai genitori prima di prendere una decisione.
Studente modello e idolo dei bambini
Non solo calcio. Højlund è sempre stato considerato un ottimo studente, educato e rispettoso, con tanti amici e una naturale inclinazione al gioco con il pallone anche durante le pause scolastiche. Ancora oggi, nei mesi estivi, torna spesso ad allenarsi sui campi dell’Hui, dove viene accolto come un idolo dai bambini del vivaio.
Dopo la vittoria della Coppa d’Inghilterra con lo United, si è presentato al club che lo ha cresciuto per firmare autografi e scattare foto. Un gesto che racconta il legame profondo con le proprie radici.
Copenaghen, tra emozione e responsabilità
Stasera al Parken Højlund giocherà “in casa”, ma con una maglia diversa. La gente di Horsholm non potrà tifare apertamente per lui, ma il sostegno emotivo sarà palpabile. Per il Napoli è una sfida europea cruciale, per Rasmus è un cerchio che si chiude: tornare dove tutto è iniziato e provare a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.





