Conte, dalla tempesta social alla corsa Champions
Forte di 687 panchine tra club e Nazionale, Antonio Conte non si è fatto sorprendere dall’ondata di critiche esplose sui social dopo le sconfitte contro Juventus e Chelsea. L’hashtag #ConteOut, diventato virale al punto da essere quotato anche dalle agenzie di scommesse, racconta il clima teso che circonda il Napoli in questa fase delicata della stagione.
Il -9 dall’Inter e l’eliminazione dalla Champions League hanno lasciato scorie pesanti, aggravate da una rosa ridotta all’osso, come lo stesso tecnico ha sottolineato prima della sfida europea. Eppure la stagione è tutt’altro che finita: l’obiettivo minimo, ma fondamentale, resta la qualificazione alla Champions League 2025-2026, snodo decisivo anche per la programmazione del mercato estivo.
L’obiettivo Europa e il peso delle scelte future
Il Napoli guarda avanti sapendo che difficilmente potrà replicare operazioni straordinarie come le cessioni da 70 milioni di euro di Kvaratskhelia e Osimhen nel 2025. Per questo la qualificazione europea non è solo un traguardo sportivo, ma una necessità strategica per mantenere competitivo il progetto tecnico.
Conte e De Laurentiis hanno condiviso una linea chiara: evitare ridimensionamenti e consolidare il club stabilmente tra le grandi. Il piazzamento Champions diventa così il vero spartiacque della stagione.
I numeri di Conte: una garanzia nella lotta Champions
Le statistiche giocano a favore dell’allenatore salentino. Nelle otto stagioni in cui ha guidato una squadra dall’inizio alla fine del campionato, Conte ha centrato la qualificazione Champions in sette occasioni. Non solo: ha chiuso primo o secondo in sei stagioni, confermando una continuità rara nel panorama europeo.
L’unica eccezione risale al 2017-2018, secondo anno al Chelsea, chiuso al quinto posto nonostante la vittoria della FA Cup. Un dato che rafforza l’idea, sintetizzata da Buffon all’annuncio del suo arrivo a Napoli: “Con Conte arrivi o primo o secondo”.
Classifica corta e scontri diretti decisivi
Nonostante un gennaio complicato, con appena due vittorie in sei partite, il Napoli è quarto a quota 43 punti, appaiato alla Roma e con un punto di vantaggio sulla Juventus. Una posizione fragile, resa ancora più delicata dagli episodi arbitrali contestati, come il rigore non concesso contro i bianconeri e ammesso dall’AIA solo dopo 48 ore.
Il calendario offre però due occasioni chiave al Maradona: Roma a febbraio e Milan ad aprile. Sei punti pesantissimi, che potrebbero indirizzare definitivamente la corsa Champions, soprattutto se Conte riuscirà a recuperare qualche pedina importante.
Il metodo Conte: ispirare, lavorare, misurare
Nel momento più difficile, Conte ha scelto di rilanciare attraverso la propria filosofia. Nel libro “Dare tutto, chiedere tutto”, scritto con Mauro Berruto, aveva spiegato come le crisi rappresentino accelerazioni più che semplici ostacoli. Non basta resistere: serve cambiare, adattarsi, evolversi.
Il messaggio è chiaro: guidare il gruppo, indicare una strada e percorrerla per primi. Il lavoro dell’allenatore, secondo Conte, si fonda su tre pilastri imprescindibili: ispirare, lavorare, misurare. È da qui che passa il rilancio del Napoli, a partire dalla sfida contro la Fiorentina, primo banco di prova per trasformare la crisi in slancio.






