CT Italia, Conte e Mancini in pole: la situazione
La Gazzetta dello Sport si è soffermata sul futuro della panchina della Nazionale Italiana. Il CT Gattuso non sembra infatti avere vita breve.
Gazzetta: “Due candidati forti e due Italie diverse. L’elezione del presidente il 22 giugno potrebbe allungare i tempi della nomina, la fine del campionato allargherà sicuramente l’elenco dei candidati, ma non è in discussione che i favoriti alla successione siano oggi due ex ct: Roberto Mancini e Antonio Conte. Per l’altro nome forte ci sono ostacoli meno sormontabili: Allegri è al Milan, non si hanno evidenze di divorzi, anzi la prospettiva è consolidare il rapporto, anche in vista di una stagione 2026-27 senza più una grande favorita. Resta sullo sfondo la suggestione del big straniero (Guardiola) legata alle vicende del City.
Ad interim? Problema: i tempi. Un ct nominato a fine giugno, dopo le elezioni, significa buttare al vento tre mesi. Perché tra la fine del campionato e l’inizio della stagione delle nazionali a fine settembre, con la Nations, ci sono due amichevoli. Forse non saranno di grande spessore, ma non è detto. Un ct nuovo potrebbe cominciare a lavorare subito. Uno di passaggio sarebbe una perdita di tempo. Non solo. Visto che nessuno potrebbe impegnarsi da presidente, a fine giugno è probabile che qualche top abbia già trovato impiego.
Mancini Una presidenza d’area Malagò vedrebbe in prima fila Mancini. Non ci sono grossi problemi contrattuali, il 10 maggio sarebbe libero dall’Al-Sadd (Qatar). Tornerebbe di corsa, s’era proposto anche dopo Spalletti. C’è il problema d’immagine della fuga di ferragosto, ma sembra superabile. Ha vinto un Europeo capolavoro, poi ha perso la squadra. Si può immaginare un ritorno al 4-3-3 vincente. Non facile riproporre la formula del doppio play mancando gli alter ego di Jorginho e Verratti. Però non mancherebbero i centravanti. Mancini potrebbe giocare dietro con Palestra, Scalvini, Buongiorno e Calafiori per replicare l’impostazione a tre: il cagliaritano attaccherebbe come Spinazzola, Calafiori si accentrerebbe come Di Lorenzo. In mezzo Locatelli e un regista (Fagioli, Ricci) più un incursore (Tonali). In attacco Esposito al centro, Kean a sinistra, mancherebbe il Chiesa del 2021: potrebbe essere Vergara (si sa che il Mancio non aspetta se ha un giovane), si potrebbe riprovare con Zaniolo oppure avanzare Palestra recuperando Cambiaso in difesa.
Conte Il tecnico del Napoli non sarebbe una soluzione altrettanto facile. Il ricordo di una semifinale a Euro 2016 mancata per un rigore, con una squadra davvero modesta, e l’emozione al momento dell’addio, dicono che sarebbe un’altra scelta giusta. Con un ct da nominare a giugno, in teoria ci sarebbe il tempo per chiudere amichevolmente con De Laurentiis, visto che il contratto scade nel 2027. Conte è l’ultimo degli integralisti come s’è visto anche nel Napoli: 4-3-3, 4-1-4-1, 3-5-2 e soprattutto 3-4-2-1, il sistema più impiegato di recente. Può giocare dietro con Gatti (o Mancini o Coppola) più Scalvini e Calafiori (o Bastoni). Esterni Palestra e Dimarco, meno adatto alla linea a quattro manciniana. In mezzo, sicuro Tonali, un mediano (Barella/Locatelli) o un regista (Fagioli/Ricci) accanto. Davanti Pisilli e Kean per una coppia equilibrata alle spalle di Pio Esposito. Conte, come e più di Mancini, decide in base agli uomini e non alla tattica. Ed è il tecnico ideale per una ricostruzione.
La griglia Non si può escludere nessuno oggi, solo immaginare una griglia di partenza. Mancini e Conte in prima fila. Allegri terzo “oggetto” del desiderio ma meno raggiungibile. Guardiola nome top dall’estero che si autofinanzierebbe con gli sponsor attenti alla sua immagine. In caso di impossibilità di questi nomi, è chiaro che Inzaghi e Pioli entrerebbero in corsa. Senza dimenticare Maresca: italiano ma internazionale, di scuola Guardiola e, con il club, campione del mondo. Ma deciderà il nuovo presidente”.






