Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno anticipato i tempi della corsa alla presidenza della FIGC. Anche se mancano ancora settimane all’avvio ufficiale della campagna elettorale, il quadro politico è già in fermento.
L’ex presidente, tutt’altro che fuori dai giochi, mantiene un’influenza significativa all’interno delle componenti federali e potrebbe risultare decisivo nella scelta del successore. Sullo sfondo resta inoltre una possibilità concreta: il commissariamento.
Gravina regista: ipotesi Giancarlo Abete e tensioni con il Governo
Secondo le indiscrezioni, Gravina starebbe valutando di sostenere Giancarlo Abete, già presidente federale in passato e oggi alla guida della Lega Nazionale Dilettanti.
Una mossa che avrebbe anche un forte significato politico, legato al deterioramento dei rapporti con il ministro Andrea Abodi. Proprio Abodi è stato tra i principali sostenitori della richiesta di dimissioni dopo il fallimento della qualificazione ai Mondiali.
Il rapporto tra i due, un tempo collaborativo, si è trasformato in uno scontro aperto che ora condiziona anche gli equilibri federali.
L’opzione Giovanni Malagò: ritorno in scena e strategia
Tra i candidati più forti emerge Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e figura centrale nello sport italiano. Anche lui in tensione con Abodi, Malagò si sta muovendo per costruire una candidatura solida.
L’obiettivo è chiaro: arrivare alla scadenza del 13 maggio con una base di consenso già ampia, sfruttando i contatti con i club di Serie A e i rapporti consolidati nel sistema sportivo. Tra questi, anche quello con Aurelio De Laurentiis, che ha pubblicamente espresso stima nei suoi confronti.
Malagò punta a replicare il successo del 2013, quando riuscì a imporsi a sorpresa nella corsa al CONI.
Gli outsider: Matteo Marani e Demetrio Albertini
Accanto ai nomi più forti, si muovono anche possibili outsider. Tra questi Matteo Marani, mentre resta viva l’ipotesi di una candidatura legata al mondo dei calciatori.
In questo scenario torna il nome di Demetrio Albertini, già protagonista in passato di tentativi simili. Tuttavia, l’esperienza insegna che senza il sostegno di una componente forte è difficile emergere.
Il nodo commissariamento: uno scenario ancora possibile
Nonostante le dimissioni di Gravina abbiano temporaneamente allontanato l’ipotesi, il commissariamento resta sul tavolo. Il ministro Abodi non ha completamente abbandonato questa opzione, nonostante le riserve espresse dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio.
Uno scenario possibile potrebbe essere quello di uno stallo elettorale, simile a quanto accaduto nel 2018, quando nessun candidato riuscì a ottenere la maggioranza e si arrivò a una gestione commissariale.
Una corsa aperta tra politica e sport
La partita per la guida della FIGC si gioca su più livelli: sportivo, politico ed economico. Le prossime settimane saranno decisive per capire se emergerà una candidatura forte e condivisa o se il sistema entrerà in una fase di stallo.
Di certo, il futuro della Federazione passa da equilibri complessi, dove alleanze, rivalità e strategie personali peseranno almeno quanto i programmi.





