Il ritorno di Conte tra silenzio e tensione
Antonio Conte è tornato a Castel Volturno, puntuale e senza clamore, per guidare il primo allenamento dopo il durissimo sfogo successivo alla sconfitta contro il Bologna. È stato un ritorno silenzioso, quasi invisibile, ma comunque capace di fare rumore per ciò che rappresenta: la fine del permesso concesso dalla società e l’inizio di una fase delicatissima. Le sue parole post-gara avevano lasciato un segno profondo: un attacco diretto alla squadra, accusata di non essere più unita e di pensare solo ai propri interessi. Da lì la breve pausa a Torino per recuperare energia e riflettere.
Una giornata normale in un momento che normale non è
Chi si aspettava un rientro con discorsi, confronti o analisi immediate è rimasto sorpreso. Nulla di tutto questo. Conte è arrivato intorno alle 12.30, ha pranzato con il suo staff e ha atteso l’inizio dell’allenamento come fosse una giornata ordinaria. Ma ordinaria non era, soprattutto perché mancavano i nazionali e non avrebbe avuto senso affrontare temi così pesanti senza la squadra al completo. Conte vuole parlare quando tutti saranno presenti: solo allora, verosimilmente nello spogliatoio, cercherà quelle parole capaci di ricucire un rapporto incrinato e di riaccendere una direzione comune, oggi smarrita.
Verso una tregua: lavorare per ricucire il legame
La sensazione è quella di una tregua fragile, una pace armata tra allenatore e squadra. Adesso è tempo di lavorare e cercare soluzioni. Le discussioni torneranno, ma nel momento giusto e con tutto il gruppo presente. Fino alla partita di Bologna, il Napoli era ancora in cima alla classifica nonostante assenze e poca brillantezza. Ora lo scenario è più complicato, aggravato dal recente infortunio di Frank Anguissa, uno dei pilastri della squadra. Il tecnico, nel frattempo, ha ritrovato il direttore sportivo Manna, figura sempre più centrale in questa fase delicata.
Un match da bivio e un destino che torna a incrociarsi
La prossima gara contro l’Atalanta rappresenta un crocevia fondamentale. Conte potrebbe affidarsi a un 4-3-3 con Elmas al posto dell’infortunato Anguissa e Neres nel tridente offensivo. Il calendario non dà tregua: dopo l’Atalanta ci saranno Qarabag e Roma, tre sfide che possono indirizzare una fetta importante della stagione. C’è anche un curioso intreccio del destino: la prima avventura di Conte in Serie A fu proprio sulla panchina dell’Atalanta, conclusa dopo una sconfitta interna contro il Napoli. Le dimissioni, parola circolata insistentemente negli ultimi giorni, sono state smentite pubblicamente da De Laurentiis, che ha ribadito fiducia totale nel suo allenatore. Ora, però, serve un segnale forte dalla squadra.
Fonte: La Gazzetta dello Sport






