La tempesta alle spalle: due settimane di tensione e una risposta di campo
A Castel Volturno l’atmosfera è improvvisamente cambiata. Dopo giorni dominati da nervi tesi, polemiche e parole che hanno fatto rumore, il successo contro l’Atalanta ha restituito serenità e convinzione. Conte, protagonista prima di uno sfogo forte e poi di una dichiarazione altrettanto netta in senso opposto, ha dato un segnale: il gruppo è con lui, e lui resta saldo al timone.
Il presidente ha scelto di sfilarsi dalla scena, evitando le sue consuete telefonate ai calciatori e lasciando pieno spazio tecnico e gestionale a Conte. Un tweet nato per chiudere le discussioni ha finito però per confermare quanto fossero profondi i malumori nati dopo la gara di Bologna. Lo scarto tra quel Napoli e quello visto contro l’Atalanta resta evidente.
La Champions come nuova frontiera da affrontare con fiducia
Il lavoro fatto delle ultime settimane ha rimesso in ordine il quadro tattico e mentale.
La vittoria sulla Dea è arrivata grazie alla ritrovata incisività di Neres e Lang, alla solidità del trio difensivo e alle prove in crescita di McTominay, Lobotka e Hojlund. Con questi segnali, l’appuntamento europeo contro il Qarabag viene affrontato con una lucidità ritrovata.
Rispetto al crollo di Bologna sono cambiate tre pedine, ma soprattutto è cambiata la struttura. Il passaggio dal 4-4-2 a un assetto più funzionale ha permesso a Lang, Neres e Beukema di diventare protagonisti. Il brasiliano, rimasto ai margini per mesi, ha trovato finalmente la collocazione ideale, diventando un elemento capace di accendere la manovra con continuità.
Recuperi, assenze e gestione dell’emergenza
Hojlund e Rrahmani hanno superato i timori iniziali e saranno a disposizione. Diversa la situazione di Gilmour e soprattutto di Spinazzola, per cui si è scelta la strada della massima cautela. La squadra, nonostante il momento complesso, sta recuperando pezzi importanti proprio mentre la stagione entra in una fase chiave.
Non c’è stato alcun suggerimento esterno: la modifica tattica è nata dalla consapevolezza che senza alcuni elementi chiave – Anguissa e De Bruyne su tutti – il vecchio modulo era diventato un limite. Nei giorni più difficili, Conte ha preso in mano la situazione, disegnando un assetto che oggi appare più logico e funzionale.
Il pranzo a Piazza Vittoria e il clima più caloroso percepito dopo l’Atalanta hanno confermato che il rapporto con l’ambiente si sta ricucendo. In campo, intanto, c’erano quasi 150 milioni di investimenti estivi: un indizio di quanto la squadra stia assumendo la forma che Conte desiderava dall’inizio.
Chi sale e chi è ancora in ritardo
Lang sembra aver trovato continuità, Neres vive un momento di impatto assoluto, mentre Lucca è l’unico a non aver ancora lasciato un segno tangibile. Domani potrebbe esserci un cambio sugli esterni: Politano, rimasto fuori contro la Dea, è un candidato forte per riprendere posto nella rotazione. A sinistra, Olivera parte ancora avanti su Gutiérrez.
Uno sguardo al futuro e un messaggio che non può passare inosservato
Conte ha ribadito che nulla potrà incrinare il rapporto con i suoi giocatori, ma tra le righe si percepisce che certe ferite hanno lasciato tracce. Il tema del terzo anno di contratto sarà inevitabilmente affrontato più avanti, perché alcune sue dichiarazioni hanno fatto capire che il discorso non è chiuso. Per ora, però, la priorità resta una sola: continuare la risalita, ripartendo da una squadra che sembra aver ritrovato la strada.
Fonte: Mattino






