L’arte di Conte: entrare nella mente dei giocatori
Conoscere la testa dei calciatori è un compito difficile, convincerli a superare i propri limiti lo è ancora di più. La Gazzetta dello Sport descrive così il lavoro di Antonio Conte, definendolo un vero maestro nella psicologia applicata al calcio.
A Castel Volturno, la sua “università”, il tecnico tiene quotidianamente lezione a due allievi speciali: Frank Zambo Anguissa e Scott McTominay. Entrambi hanno accettato di rimettersi in discussione, nonostante l’esperienza e la maturità, per diventare centrocampisti totali, completi, capaci di influire in ogni fase del gioco.
Conte, come ai tempi in cui era giocatore, predica tecnica, agonismo e perfezione. Ma soprattutto, insegna che anche un mediano può essere decisivo in zona gol.
Da mediani a goleador: la rivoluzione tattica
Prima dell’arrivo di Conte, Anguissa era un centrocampista di rottura, solido ma poco incline all’attacco. McTominay, invece, aveva un buon rapporto con la rete, ma agiva troppo lontano dall’area avversaria. Il tecnico ha cambiato la loro prospettiva: li ha spinti in avanti, insegnando loro a inserirsi con i tempi giusti e a cercare la porta come veri attaccanti aggiunti.
Il risultato è stato sorprendente. Nella passata stagione, Anguissa ha segnato 6 gol, mentre McTominay ne ha realizzati 12, diventando il secondo marcatore del Napoli campione d’Italia, dietro solo a Lukaku.
Il club cercava reti oltre quelle delle punte, e Conte ha trovato la risposta dentro la propria mediana.
Anguissa, il dominatore della Serie A
A Lecce è stato ancora Anguissa a guidare la squadra alla vittoria, con un colpo di testa che ha ricordato il gol contro il Genoa. Quarta rete in campionato e quinto premio da MVP in appena nove giornate.
Il camerunese è oggi un leader assoluto, non solo per il rendimento, ma per l’impatto mentale: un anno fa era vicino all’addio, ma un colloquio con Conte lo convinse a restare.
Da allora, la trasformazione è stata totale. Prima dell’arrivo di Conte, solo 3 gol in 95 presenze di Serie A; oggi, 10 in 43 partite con il tecnico pugliese. Un cambio di mentalità, più che di posizione.
McTominay, l’uomo chiave da gestire
Anche Scott McTominay è diventato un perno essenziale. Conte lo utilizza con intelligenza, consapevole del suo valore e delle sue condizioni fisiche.
Reduce da un problema al piede, lo scozzese è stato gestito con cautela: a Lecce è entrato solo nell’ultima mezz’ora, ma ha inciso. A Eindhoven è stato l’unico a salvarsi con una doppietta, mentre contro l’Inter ha confermato la sua importanza tattica.
Con il ritorno al 4-3-3, lui e Anguissa dovranno ora garantire equilibrio e continuità offensiva. Il Napoli punta su di loro per restare al vertice e difendere il titolo.
Napoli, il centrocampo del futuro
Conte ha dimostrato che il cuore del suo Napoli batte in mezzo al campo. La crescita di Anguissa e McTominay è il simbolo del suo progetto: una squadra che unisce intensità, intelligenza tattica e concretezza.
Due mediani diventati goleador, due uomini trasformati da un allenatore che non smette mai di insegnare.






