Settimana senza Conte, ma il lavoro continua
In questi giorni Antonio Conte ha lasciato la squadra nelle mani del vice Stellini, seguendo comunque la linea di continuità del suo metodo: doppie sedute, applicazione massima e un test con la Primavera concluso con sei gol segnati, risultato confortante dopo tre gare senza reti.
Neres ha brillato con una doppietta, mentre Ambrosino, Lucca, Mazzocchi e Vergara hanno completato il tabellino.
Lo zoccolo duro del Napoli è con Conte
La parte più significativa del momento azzurro riguarda però la compattezza dello spogliatoio. Nonostante gli infortuni, il calendario fitto e le voci esterne, il “gruppo storico” del Napoli continua a essere totalmente schierato con Conte.
Mario Giuffredi, procuratore tra gli altri di Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano — due senatori dello spogliatoio — ha dichiarato con fermezza che i leader della squadra “si butterebbero nel fuoco per lui”. Non esiste alcuna frattura, né alcun sospetto sulle dimissioni ventilate nei giorni scorsi: Conte è considerato un punto di riferimento tecnico e motivazionale.
Questo sostegno riguarda l’intero blocco dei titolari storici:
- Giovanni Di Lorenzo, capitano e primo baluardo della squadra;
Politano, sempre centrale nel sistema offensivo;
Buongiorno e Rrahmani, pilastri difensivi;
McTominay e i giocatori rimasti a Castel Volturno;
Romelu Lukaku, uomo chiave nello spogliatoio e fedelissimo di Conte.
La guida dell’allenatore non è in discussione. Anzi, il rientro di lunedì a Castel Volturno sarà un momento importante: guardarsi negli occhi, ritrovare compattezza e ripartire tutti insieme.
Ripartenza obbligata: il Napoli vuole ricostruire il suo equilibrio
La squadra ha vissuto un periodo di calo fisico dovuto ai numerosi impegni, ma con il rientro imminente del tecnico e il sostegno totale del gruppo, l’obiettivo è recuperare brillantezza e continuità. Il progetto tecnico non è in bilico: Conte è stato l’artefice della rinascita dopo la stagione del decimo posto e resta il centro dell’intero percorso.
Il Napoli, tra infortuni e calendario pesante, è chiamato ancora una volta a reagire. E lo farà seguendo quella che oggi è la sua certezza più grande: la compattezza del gruppo attorno al suo allenatore.
Fonte: Repubblica






