Conte-Fabregas, il quarto duello tra passato e presente
La storia li aveva uniti a Londra, oggi li mette uno contro l’altro. Antonio Conte e Cesc Fàbregas si ritrovano avversari in Coppa Italia, in un confronto che è molto più di una semplice partita. Al Chelsea, Conte allenatore e Fabregas regista: lo spagnolo ha raccontato di aver riempito quaderni di appunti durante quell’esperienza, studiando metodi e dettagli del tecnico salentino. Insieme a Guardiola e Wenger, proprio Conte è stato uno dei suoi riferimenti nella transizione in panchina.
Da quando Fabregas guida il Como, però, il rapporto si è trasformato in rivalità. Tre precedenti in campionato: una vittoria a testa e un pareggio. L’ultimo incrocio, uno 0-0 a Napoli nel novembre 2025, è rimasto segnato da tensioni e scintille tra le due panchine. «L’avete preparata così?», avrebbe urlato Conte, accusando il Como di eccessive simulazioni. «Antonio, lo sai che non è vero», la replica di Fabregas. Differenze di vedute, più che antipatie personali.
Giochismo contro risultatismo
Non sono opposti, ma diversi. Conte incarna una filosofia pragmatica, dove la vittoria è l’unica vera unità di misura. Fabregas propone un calcio più fluido, tecnico, ambizioso nella costruzione. Le etichette di “giochista” e “risultatista” semplificano, ma aiutano a delimitare il campo del confronto.
Per il Napoli, la Coppa Italia è un obiettivo concreto: può impreziosire la stagione e offrire un trofeo nel caso in cui la rincorsa scudetto sfumasse. Tuttavia, la priorità resta la qualificazione in Champions League, fondamentale per l’equilibrio economico del club.
Diverso il discorso per il Como. Sesto in campionato e in corsa per l’Europa, il club lariano vede nella coppa un possibile trampolino simbolico: il primo mattone di un ciclo ambizioso. Il paragone con la Sampdoria di Mantovani negli anni Ottanta è suggestivo: proprietà solida, investimenti sui giovani, crescita graduale.
Turnover e scelte pesanti
Gli infortuni condizionano le scelte di Conte. Senza McTominay e con diversi acciacchi da gestire, il tecnico potrebbe varare un Napoli rimaneggiato, preservando energie per lo scontro diretto in campionato contro la Roma.
Fabregas, invece, non fa calcoli: titolari in campo, perché la semifinale contro l’Inter è un traguardo storico per il Como. Sarebbe solo la seconda nella storia del club.
Nico Paz e Baturina, talento e suggestioni
Tra gli uomini più attesi c’è Nico Paz, numero 10 del Como, figlio di Pablo Paz. Nella città che venera Diego Armando Maradona, il dettaglio della maglia pesa come un simbolo.
Attenzione anche a Martin Baturina, talento croato sponsorizzato idealmente da Zvonimir Boban e accostato, per estro e personalità, a Luka Modrić. Due giovani che raccontano il futuro di un club che non vuole più essere comparsa.
Conte contro Fabregas, esperienza contro innovazione, pragmatismo contro estetica. La Coppa Italia diventa il teatro perfetto per un duello che intreccia passato, presente e ambizioni.
Fonte: Gazzetta





