Non è un turno banale, anche se la classifica potrebbe suggerire il contrario. Il Napoli entra nella fase più delicata del suo gennaio sapendo che il turnover è un lusso che non può permettersi. Antonio Conte continua ad affidarsi al suo “cerchio magico”, un gruppo ristretto di titolarissimi chiamati a trascinare la squadra partita dopo partita, senza quasi mai tirare il fiato.
Il simbolo di questa gestione è Giovanni Di Lorenzo, sempre presente in campionato e destinato a esserlo ancora. Accanto a lui ci sono gli intoccabili: McTominay, leader per minutaggio e intensità, Hojlund, riferimento offensivo irrinunciabile, Lobotka, cervello del centrocampo, e Rrahmani, pilastro della difesa. Numeri alla mano, parliamo di giocatori oltre i mille minuti stagionali, con una continuità che inizia però a presentare il conto sul piano fisico.
Stanchezza e scelte obbligate
I primi segnali di usura sono emersi chiaramente nell’ultima settimana. Conte ne è consapevole, soprattutto per quanto riguarda Hojlund, che avrebbe bisogno di rifiatare. Il problema è che un’alternativa credibile non esiste. Lucca non convince: il suo utilizzo parla da solo, con appena quattro presenze da titolare in campionato e una presenza sempre più marginale nelle rotazioni. Da ottobre in poi, il suo minutaggio si è ridotto al minimo indispensabile.
Per questo, anche contro il Sassuolo, toccherà ancora al centravanti danese guidare l’attacco. Non per scelta romantica o per mancanza di coraggio, ma perché il sistema di Conte oggi regge solo se sostenuto dai protagonisti dello scudetto.
Rotazioni mirate, ma zoccolo duro intoccabile
Qualche cambio è previsto, ma sarà chirurgico. In difesa Buongiorno e Juan Jesus continuano ad alternarsi, così come sulle fasce Spinazzola, Gutiérrez e Olivera. Altrove, però, la coperta è corta. Lobotka e McTominay non hanno veri sostituti strutturali, mentre Elmas è diventato a sua volta una pedina fissa: dal 7 dicembre in poi ha giocato praticamente sempre, con una sola pausa contro il Parma.
Conte, però, non legge questa fase come una crisi. I tre pareggi consecutivi non hanno minato la fiducia interna, né lo spirito del gruppo. L’allenatore continua a vedere compattezza e applicazione, anche se sa bene che servono energie nuove per affrontare un calendario che non concede tregua.
La carta Vergara e la meritocrazia
In questo contesto si inserisce la possibile sorpresa Vergara. Cresciuto nel vivaio azzurro, protagonista positivo contro il Parma, il giovane rappresenta uno dei pochi segnali di freschezza in una squadra stanca. Conte, fedele alla meritocrazia, è pronto a premiarlo, anche per dare un segnale chiaro allo spogliatoio: chi rende, gioca.
Il tema arbitrale resta volutamente fuori dalla porta dello spogliatoio. Conte ha blindato il gruppo, evitando che si cerchino alibi esterni. L’obiettivo è ritrovare serenità, fiducia e continuità di risultati.
Mercato e futuro immediato
Il rientro di Anguissa, previsto entro dieci giorni, potrà offrire nuove soluzioni a centrocampo, ma non basterà da solo. È evidente che dal mercato ci si aspettano risposte concrete. Il Napoli ha bisogno di ossigeno per reggere un tour de force che rischia di mettere a dura prova anche i più resistenti.
Per ora, però, la linea è chiara: avanti con il cerchio magico. E con i fedelissimi chiamati ancora una volta a fare gli straordinari.
Fonte: Mattino





