Conte ha ragione: la fatica come unica strada
Antonio Conte ha ragione. Quando si infuria dopo il 2-0 di Bologna, quando cancella i giorni di riposo dopo Udine e Lisbona, quando diventa scomodo, urticante, persino antipatico. Conte conosce il valore reale del Napoli più di chiunque altro e sa che l’unico modo per arrivarci passa dalla fatica, dalla fame, dal lavoro quotidiano.
Le due prestazioni in Supercoppa contro Milan e Bologna sono la prova che la sua lettura è corretta. Quando il Napoli corre, lotta e resta lucido, può competere con chiunque. Quando pensa di potersi risparmiare, crolla.
La “ripetizione natalizia” e il messaggio alla squadra
Dopo Natale, Conte ha riunito la squadra per due ore di video. Una sorta di ripetizione natalizia, per ribadire un concetto semplice e spietato: appena il Napoli crede che per vincere non serva sudare, arriva la sconfitta. Per questo oggi non parlerà in conferenza stampa. Le parole le ha già dette ai suoi.
Avrebbe parlato delle insidie della Cremonese, squadra che considera la rivelazione del campionato, e di Davide Nicola, tecnico che stima molto. Ma ha preferito il silenzio pubblico e il lavoro privato.
Un tour de force senza tregua
Il Napoli è entrato in una fase durissima della stagione. Nei prossimi 33 giorni giocherà 10 partite. Praticamente non esistono settimane tipo: l’unica sarà quella di Capodanno, ammesso che il veglione del 31 possa essere considerato normale.
Conte ha già avvisato che non ci saranno giorni di relax. Dopo Cremona ci sarà la Lazio, poi una sequenza senza respiro: otto gare di campionato e le ultime due di Champions League, diventate decisive anche per colpa degli azzurri.
Politano avanti nelle gerarchie
In questo contesto, Politano ha scavalcato Lang nelle gerarchie. Sta reggendo un carico impressionante, l’ennesimo di una stagione senza pause. Conte lo considera fondamentale per intensità e affidabilità, soprattutto in un momento in cui la rosa è ridotta e gli infortuni continuano a pesare.
Supercoppa sì, ma il momento resta difficile
La Supercoppa è in bacheca, ma Conte non si illude. A Riad ha detto una frase che ha fatto discutere: «Nessun ciclo può aprirsi, perché tra il Napoli e le grandi del Nord restano distanze». Non era pessimismo, ma realismo.
Il Napoli soffre quando il ritmo sale a un impegno ogni tre giorni. Prima nelle gambe, poi nella testa. Conte è convinto che i blackout in campionato e in Champions siano legati a un calo d’intensità collettiva e alla perdita di lucidità degli uomini chiave. Uno su tutti: McTominay.
Scelte obbligate e infermeria piena
Beukema verrà gestito con prudenza, anche se potrebbe partire per Cremona. Olivera è pronto a tornare titolare. Resta da capire se Conte adatterà Juan Jesus a sinistra, se Buongiorno rientrerà al centro o se sarà Di Lorenzo a scalare nella linea a tre.
Certezze poche: Meret non è ancora pronto. Lukaku non ha minuti nelle gambe. Lobotka invece è indispensabile: senza di lui gli equilibri del Napoli diventano una coperta troppo corta.
Elmas e il peso dell’essere un jolly
Elmas guarda già al campionato. Le notti d’Oriente sono archiviate, resta la fatica quotidiana di chi deve adattarsi sempre. A Radio Crc ha spiegato quanto sia difficile essere un jolly, soprattutto in una squadra oggi più fisica rispetto al Napoli di Spalletti.
Il 3-4-3 lo avvicina alla sua posizione ideale, dietro la punta, ma dopo settimane da mediano il cambio non è semplice. Contro la Cremonese servirà concentrazione massima: è l’ultima partita dell’anno e Conte non ammette distrazioni.
Conte e la traversata
L’avventura del Napoli resta in un momento delicato. Trofei sì, ma anche tante fragilità. Ora si vedrà se l’allenatore, con tutte le sue asperità, riuscirà a traghettare la squadra oltre le secche. Una cosa è certa: per Conte non esistono scorciatoie. Solo lavoro, sudore e fame.
Fonte: Mattino






