Clamoroso a Napoli: De Laurentiis realizza un progetto per lo stadio

La questione stadio tiene banco da mesi a Napoli, ma nella giornata odierna arrivano incredibili novità per quanto concerne il futuro dell’impiantistica sportiva a Napoli.
De Laurentiis sorprende tutti: nuovo progetto al Centro Direzionale per lo stadio
Il Mattino: “«La Ssc Napoli ha trasmesso alla Zes unica istanza di Protocollo avente ad oggetto: “Progetto di fattibilità del Nuovo stadio per la Ssc Napoli Spa sito in Napoli”». L’area dove l’impianto dovrebbe sorgere è quella orientale, nella zona del Caramanico vicinissima al Centro direzionale dove un tempo c’era l’ex macello che confina con Poggioreale. Dove ci sarà in un paio di anni anche la fermata della linea 1 della Metro.
Idea che sembrava finita su di un binario morto quando il Comune guidato dal sindaco Gaetano Manfredi proprietario dei suoli, la bocciò non più di tre mesi fa.
L’istanza però è stata presentata questa volta alla Zes – Zona economica speciale il
Coordinatore è Giosy Romano – che sta in capo alla Presidenza del Consiglio. E per i progetti all’interno della Zes, è previsto un regime di “Autorizzazione unica” , che semplifica e velocizza le procedure.
Questo regime sostituisce molti dei titoli abilitativi che sarebbero necessari in assenza della Zes. Nella sostanza, in teoria e anche nella pratica, il regime di “Autorizzazione unica” può superare il no del Comune e la stessa questione della proprietà dei suoli. La Zes oltre a semplificare al massimo le procedure è una opportunità per chi investe perché la tassazione è agevolata, basta pensare al “Credito di imposta”.
La tempistica è importante per inquadrare la strategia del Presidente De Laurentiis. Il Progetto è stato protocollato il primo luglio, 16 giorni fa, a decreto Sport varato inclusa la parte che introduce la struttura commissariale per gli stadi al fine di ospitare Euro 2032. Struttura nella quale il sindaco Gaetano Manfredi sarà sub commissario pe il Maradona stadio designato – a oggi – per ospitare le partite del Campionato Europeo di calcio. Istanza presentata due mesi dopo la consegna del Masterplan del Comune dal titolo emblematico “Riqualificazione dello stadio Maradona e riapertura del terzo anello” nelle mani di De Laurentiis e della sua squadra di lavoro. Cioè agli ingegneri e architetti che si occupano delle infrastrutture.
Consegna avvenuta in Prefettura. La mossa di Patron Aurelio De Laurentiis spariglia le carte. A maggior ragione se si considera che la Ssc Napoli è bene al corrente che il 25 arriveranno in città gli ispettori della Uefa e della Figc per discutere del futuro del Maradona in funzione di Euro 2032 e al tavolo è stato invitata. Il Presidente dei due scudetti in tre anni, ha fatto il progetto per lo stadio della Ssc Napoli quando ha avuto ben chiaro davanti a sé tutte le opzioni possibili. Ed ha scelto quella che a oggi ritiene la migliore per la sua impresa.
Quello che viene fuori è che De Laurentiis al
Maradona ci sta per necessità non per convinzione, il presidente sogna uno stadio nuovo per il suo Napoli ma ha incassato dal
Comune già diversi no che certo non lo hanno reso felice. Il patron, per esempio, ha chiesto di acquistare il Maradona, o di avere in Concessione per 99 anni l’impianto, trattativa che non è andata a buon fine.
Come è finita male la richiesta di costruire un nuovo impianto ad Agnano e anche a
Bagnoli. Ultima in termini di tempo quella inviata alla Zes dopo che è stata bocciata da Palazzo San Giacomo. Un cahier de doléances quello che la Società ha inviato a
Palazzo San Giacomo.
Malgrado tutto almeno formalmente i rapporti tra Comune e Ssc Napoli fino a qualche giorno fa erano istituzionalmente corretti. Però la mossa di De Laurentiis di bypassare il Comune e rivolgersi alla Zes direttamente, ai piani alti del Municipio è ritenuta uno sgarbo. In Comune, questo trapela, stanno studiando la risposta da dare alla Società. Un documento che non è arrivato solo a Palazzo San Giacomo ma come richiede la Zes, a tutti gli enti interessati al progetto. Vale a dire Città metropolitana, Regione, Arpac Vigili del Fuoco, Asl, Genio civile e all’Autorità distrettuale Appennino meridionale.
Il Comune potrebbe opporsi alla richiesta della Ssc Napoli a quel punto si correrebbe il rischio di innescare una guerra di ricorsi.
Probabile che Manfredi cercherà una via diretta, il dialogo con De Laurentiis per disinnescare il progetto del nuovo stadio de patron. Nella consapevolezza che come da regolamento della Zes «l comuni possono esprimere la loro opposizione tramite osservazioni durante la fase di valutazione del progetto» ma non sempre è vincolante. E nella consapevolezza che bocciare un progetto da 300 milioni in un’area depressa come quella orientale per la seconda volta in poche settimane non sarà semplicissimo.
Poco trapela sul progetto, tre però dovrebbero essere i punti fermi: l’area individuata, un impianto da 65mila posti e un investimento che si aggirerebbe come minimo sui 250-300 milioni. In Europa impianti simili sono costati anche oltre il miliardo, il costo dipende da tantissimi fattori. E da cosa poi si vuole mettere all’interno dell’impianto. Tant’è il tema sono le procedure velocissime tanto che è già stata fissata per il 4 settembre la risposta della Zes. In mezzo però ci sono dei passaggi che vale la pena ripercorrere. «La Zes può richiedere al proponente eventuale documentazione integrativa, necessaria allo svolgimento dell’istruttoria» e questa eventualità potrebbe comportare l’allungamento dei tempi dell’autorizzazione fino a un mese. Se le integrazione non dovessero arrivare entro il termine prestabilito, l’intero procedimento verrà dichiarato decaduto. «Il termine perentorio entro il quale tutte le Amministrazioni coinvolte devono rendere le proprie determinazioni è di 45 giorni dalla notifica». Poi il paragrafo che interessa di più Palazzo San Giacomo.
«Contro la determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi può essere proposta opposizione dalle amministrazioni. Si considera in ogni caso acquisito l’assenso senza condizioni delle amministrazioni che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione”.






