I giocatori italiani volevano il premio di qualificazione al mondiale
Alla vigilia della finale playoff per un posto ai Mondiali in USA, Messico e Canada, poi persa in Bosnia ai calci di rigore, nello spogliatoio dell’Italia si respirava un clima tutt’altro che sereno. Oltre alla tensione per la posta in palio, infatti, tra i calciatori era emersa anche una questione legata a un possibile premio FIGC in caso di qualificazione, come riportato da La Repubblica.
I giocatori convocati da Gennaro Gattuso avevano discusso di una cifra complessiva intorno ai 300mila euro da suddividere tra i 28 convocati, per un bonus individuale superiore ai 10mila euro. Una richiesta avanzata allo staff tecnico a Coverciano, che però non è stata accolta con favore. È stato lo stesso commissario tecnico a intervenire per placare la situazione, invitando il gruppo a concentrarsi esclusivamente sul campo e rimandando ogni discorso economico a dopo un’eventuale qualificazione.
Nonostante il tentativo di riportare serenità, la vicenda avrebbe lasciato qualche strascico all’interno del gruppo, contribuendo a rendere ancora più pesante l’atmosfera, soprattutto dopo la sconfitta. Un segnale evidente si è avuto nel post-partita: secondo gli accordi con la Rai, tre calciatori avrebbero dovuto presentarsi ai microfoni, ma si è visto soltanto Leonardo Spinazzola, visibilmente provato e in lacrime per un’occasione mondiale probabilmente sfumata definitivamente. Poco dopo si è presentato anche Gattuso, altrettanto amareggiato.
Ha fatto discutere invece l’assenza del capitano Gianluigi Donnarumma davanti alle telecamere. Il portiere, molto nervoso al termine della gara, era irritato in particolare per alcuni episodi avvenuti durante la lotteria dei rigori, tra cui la vicenda del foglio con le indicazioni sui tiratori bosniaci. Il giorno successivo ha affidato ai social il proprio sfogo per l’ennesima delusione azzurra.
Dopo la partita, i senatori della squadra avrebbero chiesto a Gattuso di restare alla guida della Nazionale, ma il tecnico ha confermato la decisione già maturata in caso di mancata qualificazione, rassegnando le dimissioni. Una scelta arrivata poco dopo quelle annunciate dai vertici federali, tra cui Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon.
La squadra ha così fatto ritorno ai rispettivi club, chiudendo la parentesi azzurra senza premio e, soprattutto, senza il pass per il prossimo Mondiale.






