Sandro Sabatini, giornalista e opinionista, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Calciomercato.com in occasione di Manchester City-Napoli.
Nell’analisi post-gara, il commentatore ha sottolineato in particolare l’intensità e la qualità del Manchester City, evidenziando come i ritmi e le giocate degli uomini di Guardiola abbiano spesso indirizzato la partita in modo netto.
Sandro Sabatini su Manchester City-Napoli
Ecco quanto dichiarato da Sandro Sabatini: “Vince il City ma non stravince, e già questo è una consolazione per il Napoli di Antonio Conte, autore di una partita che… non è sembrata una partita. Il divario prima del via era stato appena confermato nei ventuno minuti finché Di Lorenzo è stato in campo. Poi, appena espulso il capitano, la supremazia inglese è diventata soffocante, straripante. A tratti imbarazzante.
Il Napoli sognava ben altro ritorno in Champions League, ma si gode Milinkovic-Savic che ripaga la fiducia di Conte con un primo tempo in cui sfiora l’aggettivo “eroico”. Mette le mani, i piedi, il fisico e perfino la barba per opporsi a tutte le conclusioni firmate City. Presente in uscita alta, nell’area sempre affollata, è merito suo se il Napoli regge l’urto dopo il rosso a Di Lorenzo. Dura un tempo, poi il City apre un piccolo spiraglio che diventa una voragine. Ma non per colpa del portiere serbo…
Anche prima dell’espulsione, la prova di capitan Di Lorenzo era stordita dalle piroette di Doku, poi preso in consegna e relativamente limitato dal bravo Spinazzola. Per colpa dell’uomo in meno, gioca metà tempo anche Kevin De Bruyne, accolto come un King dai suoi ex tifosi e salutato con applausi riconoscenti. Prestazione appena accennata, quella del belga. Prestazione super invece per Politano, jolly in aiuto di tutti i compagni per non boccheggiare sotto assedio.
A parte Di Lorenzo, gli altri del quartetto difensivo fanno discreta figura: eclettico Spinazzola che parte a sinistra e poi va a destra, implacabile Buongiorno che limita Haaland e nel (raro) tempo libero anche gli altri, ottimo Beukema per intelligenza e tempismo, almeno fino al goal dell’1-0. Intimidito e frastornato Olivera, che non riesce ad appoggiare neanche un pallone pulito. Benino invece Juan Jesus entrato al posto dell’ammonito (ed esausto) Politano.
L’ingresso in campo dell’esperto difensore brasiliano è vanificato, anche in maniera un po’ beffarda, dal gol del vantaggio City che arriva nel giro di pochi secondi. Così il Napoli si trova a soffrire ugualmente, anche se schierato con un protettivo 5-3-1. A centrocampo Lobotka si batte alla meno peggio e McTominay si arrangia per non soffocare nell’impressionante pressing di Guardiola. Deludente assai è invece Anguissa, che non vince un contrasto né aziona una ripartenza. Isolato e abbandonato là davanti, Hojlund fa quel che può: cioè quasi nulla. E non possono lasciare il segno neanche i tre che subentrano per la ventina di minuti conclusivi: Neres, Elmas e Gilmour.
Alla fine resta la sensazione di una partita che sarebbe stata diversa (chissà quanto diversa in verità) senza il rosso a Di Lorenzo. Ma in quei primi 21 minuti il Napoli si era comunque avvicinato solo una volta a Donnarumma, per il resto spettatore come tutti i suoi familiari (napoletani di origine e di fede calcistica) arrivati fino a Manchester per tifare comunque Gigio”.






