L’inchiesta sul mondo arbitrale prosegue e, almeno per il momento, resta circoscritta a questo ambito.
La Procura ha infatti richiesto una proroga di sei mesi delle indagini, scadute domenica 26 aprile. Una decisione che permette agli inquirenti di continuare il lavoro fino alla fine di novembre, considerando anche una pausa estiva nelle attività.
Il possibile coinvolgimento del fronte sportivo
Secondo quanto riportato anche da La Gazzetta dello Sport, il fronte sportivo potrebbe diventare centrale nel caso in cui l’inchiesta dovesse estendersi oltre il perimetro attuale, coinvolgendo nuovi soggetti oltre agli arbitri e agli addetti al VAR.
Al momento non risultano tesserati di club tra gli indagati, ma la situazione resta in evoluzione. L’eventuale ampliamento dell’indagine rappresenterebbe un passaggio chiave per valutare possibili conseguenze anche sul piano sportivo.
Il ruolo della Procura federale
La Procura federale, guidata da Giuseppe Chinè, si è già attivata chiedendo l’accesso agli atti ai magistrati di Milano. Tuttavia, secondo la prassi e la logica processuale, la documentazione completa – incluse eventuali intercettazioni – verrà trasmessa solo al termine delle indagini.
Questo significa che eventuali sviluppi concreti sul piano sportivo difficilmente arriveranno nel breve periodo, ma saranno legati alla conclusione dell’inchiesta.
Possibili conseguenze sui campionati futuri
Proprio per la tempistica dell’indagine, eventuali violazioni accertate e un possibile coinvolgimento di club potrebbero avere effetti non sull’attuale stagione, ma su quella successiva.
In questo scenario, eventuali penalizzazioni inciderebbero sul campionato di Serie A 2026/27, rendendo la vicenda potenzialmente rilevante anche per gli equilibri futuri del calcio italiano.





