Il caso legato al sistema arbitrale italiano continua a far discutere, tra interrogatori, intercettazioni e ricostruzioni ancora da chiarire. Al centro della vicenda c’è Andrea Gervasoni, che ha negato qualsiasi intervento sul Var durante la discussa partita tra Inter e Roma, in particolare sull’episodio del possibile rigore per fallo su Bisseck.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui Corriere dello Sport e Gazzetta dello Sport, Gervasoni avrebbe respinto ogni accusa di interferenza volta a scoraggiare il richiamo dell’arbitro al monitor. Tuttavia, la Procura di Milano continua a nutrire dubbi e vorrebbe acquisire le registrazioni audio integrali delle comunicazioni, sospettando possibili tagli o omissioni nelle versioni attualmente disponibili.
Il nodo intercettazioni e il mistero su “loro”
Dalle intercettazioni emergerebbe anche un dialogo tra Gervasoni e il designatore Gianluca Rocchi, in cui si farebbe riferimento a un generico “loro”. Secondo l’interpretazione degli inquirenti, riportata dalla Gazzetta, il termine potrebbe indicare ambienti legati all’Inter, che avrebbero espresso scarso gradimento nei confronti dell’arbitro Doveri.
Un’ipotesi rafforzata dalla comparsa, nelle conversazioni, del nome “Giorgio”, che avrebbe portato la Procura a ipotizzare un possibile coinvolgimento di Giorgio Schenone, figura che ricopre il ruolo di club referee manager dei nerazzurri e che è autorizzata a dialogare con i referenti arbitrali.
Tuttavia, nonostante questi elementi, non sono emerse prove definitive. Anzi, come evidenziato anche dal Corriere della Sera, il contenuto delle intercettazioni mostrerebbe soprattutto uno sfogo da parte di Rocchi, mentre Gervasoni si limiterebbe ad ascoltare, senza intervenire attivamente.
Stop alle intercettazioni: nessuna svolta decisiva
Per chiarire l’identità di quel “loro”, la Procura aveva richiesto ulteriori settimane di intercettazioni nella primavera del 2025. Autorizzazione concessa inizialmente dal giudice per le indagini preliminari, ma che non ha portato a risultati concreti.
Proprio per questo motivo, all’inizio dell’estate 2025, il gip ha deciso di interrompere le attività di captazione, ritenendo esaurita la loro utilità investigativa. Anche le successive audizioni dei testimoni non hanno consentito di risolvere il nodo principale: identificare con certezza l’eventuale emissario citato nelle conversazioni.






