L’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitri è arrivata a una fase particolarmente intensa, caratterizzata da numerose audizioni. Con il passare dei giorni emergono nuovi elementi che ampliano il quadro complessivo.
Caso arbitri, ascoltati Butti e Pinzani
Nelle ultime ore sono stati ascoltati Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A, e Riccardo Pinzani, ex arbitro oggi impegnato alla Lazio come club referee manager. Entrambi sono rimasti a lungo davanti al pm Maurizio Ascione, pur non essendo coinvolti come indagati: il loro contributo è utile per chiarire le dinamiche di comunicazione tra club e settore arbitrale.
Al centro dell’inchiesta ci sono cinque figure legate all’ambiente arbitrale. Tra queste spicca l’ex designatore Gianluca Rocchi, che ha scelto di non rispondere alle domande degli inquirenti. Andrea Gervasoni, ex supervisore VAR, ha invece respinto ogni addebito dopo un lungo interrogatorio. Completano il gruppo Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, assistenti VAR, insieme a Daniele Paterna, a cui viene contestata la falsa testimonianza. L’ipotesi accusatoria è quella di un possibile condizionamento nelle assegnazioni arbitrali, legato a interessi esterni.
Gli investigatori vogliono capire se dietro i normali contatti istituzionali si nascondessero pressioni da parte delle società calcistiche, in particolare riguardo alla scelta degli arbitri. L’obiettivo è verificare se esistessero preferenze esplicite che potessero influire sulle designazioni ufficiali.
In questo contesto, la posizione di Pinzani è ritenuta strategica: per anni ha rappresentato un punto di collegamento tra club e sistema arbitrale, un ruolo che lo pone al centro di eventuali scambi di informazioni o richieste.
A breve toccherà a Schenone
A breve sarà ascoltato anche Giorgio Schenone, attualmente in forza all’Inter con lo stesso incarico. Il suo nome compare in alcune conversazioni intercettate, nelle quali si farebbe riferimento a possibili interventi legati alle partite dei nerazzurri.






