Lineker accusa la Uefa sul caso Al-Obeid, ma scoppia la polemica
Gary Lineker ha puntato il dito contro la Uefa per non aver commentato le circostanze della morte di Soleimani al-Obeid, noto come il “Pelé palestinese”. Secondo la Palestine Football Association, il 41enne sarebbe stato ucciso mentre attendeva aiuti umanitari nel sud della Striscia di Gaza. Lineker, indignato, ha scritto: «Non possiamo sentirti, Uefa».
Ma per molti, la sua uscita appare incoerente. Lo stesso ex attaccante, all’indomani del 7 ottobre 2023 — il peggior massacro di ebrei in un solo giorno dal dopoguerra, con 1.195 israeliani uccisi da Hamas — non aveva speso una parola sulla tragedia, limitandosi a un commento calcistico sui Tottenham Hotspur.

La posizione della Uefa e i precedenti ignorati
Va ricordato che la Palestina appartiene alla confederazione calcistica asiatica, dunque fuori dalla giurisdizione della Uefa. Ciononostante, il presidente Aleksander Ceferin ha comunque diffuso un tributo ad Al-Obeid, definendolo fonte di speranza per i bambini di Gaza.
Il contrasto emerge se si guarda al silenzio mantenuto dalla Uefa nel 2023 sull’omicidio di Lior Asulin, ex attaccante israeliano con esperienze in Coppa Uefa, ucciso da Hamas al festival musicale Nova. Nonostante Israele rientri sotto la sua competenza, l’organizzazione non ha rilasciato dichiarazioni, e nemmeno Lineker ha commentato l’accaduto.
Salah, Corbyn e il fronte social
A unirsi alla critica di Lineker è stato Mohamed Salah, che ha chiesto alla Uefa di chiarire dove, come e perché Al-Obeid sia morto. Le sue parole sono state subito rilanciate da Jeremy Corbyn, ex leader laburista britannico noto per non aver condannato Hamas dopo il 7 ottobre.

Il videomessaggio di Salah, diffuso 11 giorni dopo gli attacchi di Hamas, non menzionava Israele e si concentrava invece sull’apertura di corridoi umanitari a Gaza. Secondo alcuni osservatori, la sua indignazione sarebbe meglio rivolta verso il governo egiziano, accusato di bloccare l’ingresso di civili palestinesi nel Sinai per motivi politici e di sicurezza.
Moralità selettiva e attivismo
Per i critici, Lineker e altri volti noti applicano la moralità in maniera selettiva, amplificando solo alcune narrative e ignorandone altre di pari gravità. Lo stesso conduttore è stato già accusato di aver filtrato le sue posizioni attraverso un preciso orientamento ideologico, trasformando i social media in un palcoscenico di attivismo più che di analisi imparziale.
Il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, ha negato responsabilità nella morte di Al-Obeid, sostenendo che non esistono registrazioni dell’incidente e invitando a fornire maggiori dettagli per indagare.
Un dibattito oltre il calcio
Il caso dimostra come tragedie e conflitti vengano spesso strumentalizzati nel dibattito pubblico, anche sportivo. La pressione sulla Uefa per fornire dettagli su Al-Obeid è presentata come prova di indifferenza verso i palestinesi, ma la mancata attenzione verso vittime israeliane mina la credibilità morale di chi solleva la questione.
Per molti, questo non è altruismo autentico, ma attivismo mirato, dove la coerenza cede il passo alla convenienza narrativa.






