Il Napoli lavora al rinnovo di Vergara: il punto
Il Napoli potrebbe rinnovare il contratto di Antonio Vergara, astro nascente del club azzurro. Ne parla la Gazzetta.
Gazzetta: “Quattro giornate e dentro ci sono due vite, c’è un prima e dopo, c’è un mondo che improvvisamente finisce sottosopra, come in una ruleta . Quattro giornate, da un mercoledì (28 gennaio) che diventa tormento dopo l’estasi e di un sabato (31 gennaio), ch’è una boccata di celebrità rinchiusa dentro a un sogno. Quattro giornate per accorgersi che Antonio Vergara va oltre i suoi ventitré anni, è la bella gioventù che si è presa questa ventata d’aria fresca in faccia e se la porta a spasso con quel sorriso smaliziato e anche no, l’espressione del bravo ragazzo che dalla porta accanto ti conduce tra le stelle, dove sta adesso anche lui: e chi lo avrebbe detto?
Boom C’è voluto un tempo (assai) lungo per affezionarsi al suo talento, per scongelarlo dalle panchine e dalla prudenza che in cinque mesi l’avevano spedito in campo soltanto per 27’ (1’ con il Qarabag e 9’ con il Benfica in Champions; 1’ a Reggio Emilia, 4’ con la Juventus e 12’ con il Parma) ma quando con il Sassuolo è stato inevitabile far di necessità virtù, Antonio Conte ha dato un colpettino al chiodo, ha sforbiciato sui lacci ed ha deciso: 62’ con Sassuolo e poi, a seguire, altri 62’ con il Copenaghen, in serate normali o anche tristissime, sino a scoprire che sotto il plaid si nascondeva un piccolo gioiello.
Super Il Vergara che si intrufola tra i grandi è l’espressione un po’ “scugnizza” di chi ha la faccia tosta di andare a srotolare se stesso tra Caicedo e Fofana, di riaprire una partita con il Chelsea che poi Joao Pedro avrebbe chiuso: ma un indizio, nel calcio, può diventare una prova in fretta, per esempio una settantina di ore più tardi, quando scivolando lieve ma possente tra Pongracic e Brescianini, e calciando anticipando il tempo della giocata, le paure di finire in una palude con la Fiorentina vengono dissolte. Vergara c’è e può lottare (adesso) assieme al Napoli, titolare aggiunto in una squadra che ha dovuto faticosamente combattere contro un’emergenza più unica che rara, con geni sparsi nelle infermerie e muscoli ammassati ovunque. Vergara è quel diavoletto che tra le linee ama palleggiare a modo suo, nell’irriverenza un po’ guascona, con quei calzettoni alla cacaiola che sono un vezzo post-moderno, fanno un po’ «sivorino» ma con rispetto parlando. Vergara è (improvvisamente) un ponte lanciato sul futuro, una iniezione di coraggio e di amabilissima sfrontatezza, la rappresentazione scenica del coraggio senza limiti di chi ha scelto di restare, per starsene ad imparare tra De Bruyne ed Anguissa, tra McTominay e Lobotka, per diventare un centrocampista migliore,lasciandosi alle spalle e senza rimpianti le offerte seducenti della sana e rispettabile provincia.
Contratto Vergara è quel ragazzino (?) che a luglio scorso ha rinnovato fino al 2030, perché forse era scritto persino sulla luna che lui, e fino a prova contraria, avrebbe gradito starsene a casa sua, un salto in auto da Frattaminore al Paradiso: però sono trascorsi ormai sette mesi e – soprattutto – quattro giorni e tra un po’, senza neanche dirselo, Aurelio De Laurentiis e Mario Giuffredi, il manager del calciatore, troveranno il modo per darsi un appuntamento e procedere con il ritocchino verso l’alto, che vuol dire adeguare l’ingaggio da 400 mila euro e rinnovare almeno sino al 2031. AV. Antonio Vergara o anche ad Alta Velocità”.






