Inter-Napoli: parola a Benitez
Rafael Benitez, ex allenatore di Inter e Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport.
Benitez: “Chi è favorito tra Inter e Napoli? La classifica e il fattore campo imporrebbero di dire che lo sia l’Inter, ma il Napoli è campione d’Italia e questo ci toglierebbe dall’imbarazzo di scegliere. Però, una cosa si può dire: alla partita arriva meglio Chivu, non fosse altro per avere 4 punti di vantaggio e per aver compiuto un percorso netto recentemente.
Gli infortuni del Napoli? E questo è un fattore. De Bruyne, Anguissa, Lukaku e anche Gilmour sono valori alti, Neres è ad alto rischio: ma un allenatore sa come fronteggiare certe situazioni al limite e chi ha vinto così tanto come Conte ha elementi per metterci le mani, come ha dimostrato in questi due anni.
Inter e Napoli sono ancora e di nuovo le protagoniste, come sta succedendo ormai da circa cinque anni, con il Milan. In questo periodo, neanche breve, due scudetti a testa rappresentano la testimonianza di quello che è stato realizzato da Marotta e da De Laurentiis, dai manager, dai calciatori e direi in assoluto dagli ambienti. E non sembri un caso che il Milan, ora secondo, sia l’unica che abbia spaccato questo dominio recente. Avere aggiunto Allegri, dopo le disavventure della stagione scorsa, è stata una garanzia. Ma troppi punti persi – ed è successo pure con il Genoa – diventano un problema.
È prestissimo per sbilanciarsi. La Juventus con Spalletti ha trovato la via; la Roma ha Gasperini – e Ranieri che occupa un ruolo apicale – e sta nel gruppo, con quel calcio che sta crescendo. Manca un intero girone, ci sono recuperi importanti da affrontare e tra un po’ tornerà la Champions Leaguer che finirà per incidere. Però, l’Inter sta lievemente meglio: bisogna verificare come verrà gestito questo fine mese di gennaio, quando le tantissime gare ravvicinate potrebbero far perdere qualcosina.
Cosa si deciderà a Milano? Definitivamente, nulla, anche se la distanza attuale tra Inter e Napoli lascia supporre che una vittoria di Chivu potrebbe escludere Conte. Per me, semplicemente, lo allontanerebbe: per recuperare eventualmente sette punti, possono bastare due pareggi di chi sta davanti e due successi di chi sta dietro. Non sarà decisiva ma pesante.
Conta il 3-1 di Napoli? Meno di niente. Erano altre squadre, completamente diverse. Giocavano un calcio, che poi è stato modificato per interventi naturali o anche no: il Napoli aveva De Bruyne e Anguissa, poteva scegliere. L’Inter stessa si presentò con gerarchie che poi sono mutate. Penso a Zielinski, per fare un nome, che è diventato protagonista in questa fase in cui il suo talento si è ripreso la scena.
Il Napoli ha rallentato contro il Verona, ma aveva appena sottolineato, tra la Supercoppa e certi successi come quello con la Lazio, la propria autorevolezza. E l’Inter, che mette assieme sei vittorie di seguito in campionato e sta lassù in classifica, ribadisce la sua potenza. E comunque, leader ce ne sono: i soliti, si direbbe, Lautaro Martinez e Thuram, Calha e Barella, ora anche Zielinski dal lato interista; e dall’altra parte Lobotka e McTominay, Hojlund.
I rischi sembrano appartenere al Napoli? Per una questione aritmetica, certo: una sconfitta metterebbe eventualmente in una situazione meno agevole. Ma insisto sui tempi a disposizione per recuperare, sulla possibilità che alcuni rientri possano poi aiutare Conte e dargli soluzioni. Faccio fatica a pensare che alla prima di ritorno una squadra forte come questo Napoli possa essere completamente fuori dalla lotta e credo siano anche le convinzioni di Chivu e di Conte. E qua nessuno vuole perdere una gara di questo livello”.






