Una squadra da ricompattare dopo lo sfogo di Bologna
Il Napoli è arrivato a un punto in cui parlare non basta più: servono risultati immediati. Lo sfogo di Conte a Bologna ha fatto rumore, ma può essere letto anche come un segnale strategico, un modo per chiamare tutti alle proprie responsabilità. Gli alibi sono finiti e la città si è stretta attorno al suo condottiero. La squadra ha dimostrato di poter restare in alto in campionato nonostante difficoltà e infortuni, ma in Europa serve una scossa totale. La pausa e le voci sul futuro dell’allenatore hanno paradossalmente ricompattato l’ambiente.
Il calendario ora non permette distrazioni: Atalanta e Juventus al Maradona, con in mezzo la trasferta romana. Non servono motivazioni extra; servirà invece quel “cuore” evocato da Conte.
Il ruolo della società e la linea di De Laurentiis
La rinascita parte da cinque punti chiave, a cominciare dalla presenza forte del club. De Laurentiis è intervenuto in modo deciso per proteggere il gruppo, schierandosi apertamente con Conte. Una serie di messaggi pubblici ha dato compattezza all’ambiente e ha lanciato un segnale chiaro alla squadra: basta pensare al proprio orticello, il progetto è collettivo.
Conte ha accolto positivamente questa presa di posizione, anche perché a Bologna aveva invocato proprio un intervento simile. Ora deve mettere in atto il suo piano, basato su lavoro, sacrificio e identità. L’obiettivo è ritrovare lo spirito della squadra campione d’Italia e riportare l’undici sui binari giusti.
Le nuove risorse e le attese sui rientri
L’emergenza continua pesa moltissimo: Anguissa e De Bruyne non torneranno prima di febbraio, ma Conte nelle ultime settimane ha individuato risorse inattese. Gutierrez ed Elmas hanno convinto l’allenatore e potrebbero cambiare anche gli equilibri tattici.
Si attende inoltre il ritorno del vero Neres, devastante negli strappi dello scorso inverno, e ancora lontano dagli standard attesi: l’ultimo gol risale al 4 gennaio. La stagione del Napoli passa anche dal suo risveglio.
Lukaku, invece, è sempre più vicino al pieno recupero. Conte lo considera l’uomo ideale per affrontare il momento più delicato: un copione perfetto, quasi cinematografico.
Riconquistare brillantezza e il fortino Maradona
Il problema più evidente del Napoli recente è la mancanza di brillantezza, fondamentale nel gioco di Conte. La squadra corre, ma non nel modo corretto: recupera poco in alto, fatica a ribaltare l’azione e gioca troppo in orizzontale. Per ripartire servirà sciogliere gambe e testa.
Il Maradona, ancora imbattuto nel 2025, sarà l’alleato decisivo. Fare risultato contro Atalanta e Qarabag potrebbe rilanciare le ambizioni azzurre su entrambi i fronti. Il pass playoff è ancora possibile, ma bisogna tornare a “faticare” con la forza invocata da Conte. E, soprattutto, con il cuore
Fonte: La Gazzetta dello Sport






