Arrigo Sacchi, storico allenatore ed ex CT della Nazionale, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Gazzetta dello Sport.
Nelle sue parole, l’ex tecnico sottolinea come il Napoli incarni al meglio i principi di calcio europeo: organizzazione collettiva, pressing coordinato, coraggio nel palleggio e ricerca costante dell’intensità. Un mix che, secondo Sacchi, rende gli azzurri un modello in Italia per idee e mentalità.
Arrigo Sacchi sull’identità europea del Napoli
Ecco quanto dichiarato da Arrigo Sacchi: “Considero il Napoli la squadra più “europea” d’Italia. Non ho mai nascosto che, per la corsa scudetto, i partenopei siano tra i più attrezzati. Ora che parte la Champions League — con l’esordio in trasferta a Manchester contro il City del maestro Guardiola — ho passato in rassegna tutto il calendario e dico chiaramente che questa volta ci sono le condizioni per superare il primo turno. Non è ottimismo di pancia, ma di ragione: sono otto partite e, guardando gli avversari, i due impegni davvero complicati sono l’inizio col City e la chiusura col Chelsea. Per il resto, mi sembrano tutti duelli alla portata della squadra di Conte: Sporting Lisbona, PSV Eindhoven, Qarabağ, Eintracht Francoforte, Benfica, Copenaghen. Non è una montagna insormontabile, a patto di mantenere concentrazione e atteggiamento di questo avvio di stagione.
In campionato il Napoli mi pare ben rodato. Lo hanno mostrato le prime tre giornate: tre vittorie, di cui solo una davvero sofferta — guarda caso al Maradona contro il Cagliari. Credo che Conte abbia lavorato soprattutto sulla testa, evitando cali di tensione dopo la conquista dello scudetto. Adesso bisogna mettere conoscenze ed energie in valigia e portarle in giro per l’Europa. Il gioco c’è: pressing alto, coraggio, nessun timore reverenziale — e mi aspetto che non ce ne sia nemmeno a Manchester. Il carattere è solido, i momenti di buio sono rari e, quando capitano, la squadra trova quasi sempre le risorse per rialzarsi.
L’unico interrogativo riguarda l’esperienza, che a livello internazionale pesa. Il Napoli non ne ha moltissima, anche se diversi giocatori hanno frequentato grandi palcoscenici — penso a profili come De Bruyne, McTominay o Højlund. È l’ambiente, più che i singoli, a non essere abituato a certe notti. Per questo Conte dovrà allenare anche il pubblico: coinvolgerlo, farlo vivere quest’avventura con entusiasmo e impedirgli di deprimersi per un eventuale scivolone. L’aiuto del tifo è fondamentale quando si corre per un posto nobile in Europa.
Conte è preparato, conosce l’evoluzione del calcio nel continente, sa come affrontare ogni avversario e soprattutto sa toccare le corde giuste nello spogliatoio. La manovra del Napoli mi sembra rapida, fluida, molto verticale: in linea con ciò che si vede in Europa. Un fuoriclasse come De Bruyne, abituato a certi palcoscenici, può accelerare la crescita dei compagni. Nemmeno ai tempi di Maradona il Napoli riuscì a farsi ammirare davvero in Europa, pur avendo il migliore al mondo. Questo Napoli, a mio avviso, può andare oltre l’ostacolo e regalare al suo popolo ciò che merita: le luci della ribalta”.






