Vergara, l’anomalia che accende il Napoli
Nel mezzo del temporale, quando il cielo è basso e il vento piega le certezze, c’è un ragazzo che resta in piedi e guarda avanti. Antonio Vergara è l’unico a uscire asciutto dalle ultime settimane del Napoli, quelle che hanno portato eliminazioni e dubbi, scorie europee e scivoloni nazionali. In un gruppo falcidiato dagli infortuni e svuotato dalle energie, è emersa l’anomalia: il ragazzino con il dribbling antico e la fame moderna.
Il suo gol al Chelsea, con una ruleta che ha lasciato il segno, è stato il manifesto tecnico. Poi le reti contro Fiorentina e Como, colpi da mezza punta di altri tempi: interno sinistro a cercare l’angolo, testa alta, nessuna paura. Vergara dribbla, apre d’esterno, usa la suola in area e si infila tra le linee con leggerezza fisica compensata da una generosità feroce. Corre, rincorre, si sporca. Non disdegna il fango.
Estro e visione nel gioco di Conte
La crisi muscolare del Napoli di Antonio Conte ha spalancato la porta a chi era rimasto dietro. Scalando gerarchie e infortuni, è venuto fuori lui. E ha dato al gioco azzurro qualcosa che mancava: estro, imprevedibilità, “veleno”. Tra le linee affitta spazi, trova corridoi invisibili, legge le buche negli angoli come a biliardo. Prima scambia, poi attacca la porta. Senza esitazioni.
In un momento in cui la squadra è fuori dalla Champions e dalla Coppa Italia e lotta in apnea per l’Europa, Vergara rappresenta una scintilla. Pulisce palloni sporchi, addomestica rilanci imperfetti, trasforma appoggi difficili in occasioni. Gioca con la disinvoltura di una vecchia mezza punta, ma con l’energia di chi sente di non avere nulla da perdere.
Suggestione azzurra
Le sue prestazioni non sono passate inosservate. Il ct Gennaro Gattuso osserva, prende nota. In un calcio italiano spesso povero di fantasia offensiva, uno che vede la porta con naturalezza e non teme l’area può diventare una risorsa preziosa. Sarebbe intrigante immaginarlo dialogare con giovani attaccanti come Pio Esposito, simboli di una nuova generazione che prova a emergere.
Certo, l’entusiasmo va gestito. Le aspettative possono pesare e le difese inizieranno a studiarlo. Ma se continuerà a cercare la porta con questa ostinazione elegante, sarà difficile ignorarlo.
Vergara oggi è molto più di una sorpresa: è la risposta imprevista a un Napoli ferito. E, forse, l’inizio di qualcosa di più grande.
Fonte: Gazzetta






