L’attesa è terminata: Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Aurelio De Laurentiis attraverso i canali ufficiali del club con il messaggio: “Benvenuto Max”.
Il tecnico livornese ha firmato un contratto triennale da circa 4,5 milioni di euro a stagione, ai quali si aggiungono bonus legati alla qualificazione in Champions League e alla conquista dello scudetto. Un accordo che sancisce l’inizio di un nuovo ciclo tecnico per gli azzurri, a due settimane dall’inizio del ritiro estivo di Dimaro Folgarida.
L’entusiasmo in città è già palpabile, tanto che a San Gregorio Armeno sono già apparse le prime statuine dedicate al nuovo allenatore, simbolo di un’accoglienza tutta napoletana.
Una doppia rivincita per Max Allegri
Per Allegri il ritorno a Napoli rappresenta una sfida dal forte valore personale. Da calciatore aveva indossato la maglia azzurra nella difficile stagione 1997-98, conclusa con la retrocessione in Serie B. Ora torna da protagonista, chiamato a guidare una squadra reduce da un ciclo vincente ma desiderosa di confermarsi ai vertici.
Dopo le esperienze con Milan e Juventus, il tecnico toscano raccoglie l’eredità lasciata da Antonio Conte con l’obiettivo di mantenere il Napoli competitivo sia in Serie A sia in Champions League, competizione che rappresenta una priorità assoluta per Aurelio De Laurentiis.
La presentazione ufficiale dovrebbe svolgersi il 14 luglio, con il suggestivo Teatro San Carlo tra le location candidate ad ospitare l’evento.
Le idee tattiche: due moduli già allo studio
In attesa di iniziare il lavoro sul campo, Allegri ha già studiato attentamente la rosa e valuta due sistemi di gioco.
Il primo è il 4-3-3, modulo sul quale era stata costruita la squadra nella scorsa stagione. L’alternativa è invece il 3-4-3, sistema utilizzato nel finale del ciclo targato Conte.
Al di là dello schieramento, esistono già alcune certezze. Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Stanislav Lobotka e Scott McTominay rappresentano punti fermi della futura formazione azzurra.
Grande fiducia anche in Rasmus Hojlund, considerato il centravanti ideale per il calcio di Allegri. L’allenatore lo aveva già richiesto ai tempi del Milan e ora punta a far compiere al danese l’ultimo salto di qualità per trasformarlo in uno dei migliori attaccanti d’Europa.
Mercato: prima le cessioni, poi i nuovi acquisti
Il Napoli ha già investito circa 90 milioni di euro tra i riscatti di Hojlund, Alisson Santos e Lorenzo Lucca. Per questo motivo il presidente De Laurentiis ha chiesto al direttore sportivo Giovanni Manna di concentrarsi inizialmente sulle uscite.
Solo dopo aver alleggerito la rosa e il monte ingaggi potranno arrivare nuovi rinforzi.
Tra gli obiettivi individuati per completare l’organico figurano un nuovo portiere, con Guglielmo Vicario in cima alla lista, e un esterno destro, con i profili di Nahuel Molina e Dodô tra quelli maggiormente apprezzati.
In caso di partenza di Frank Anguissa, il Napoli potrebbe inoltre tornare con decisione su Adrien Rabiot, profilo che Allegri conosce molto bene dai tempi della Juventus.
I casi Lukaku e De Bruyne restano aperti
Le principali valutazioni riguardano però due big della rosa: Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne.
Il centravanti belga vorrebbe restare e lavorare con Allegri, tecnico che lo aveva già cercato in passato. Tuttavia il suo ingaggio, superiore agli 11 milioni di euro lordi, rappresenta un ostacolo importante per il club, soprattutto se dovesse ricoprire un ruolo non da titolare.
Diversa la situazione di De Bruyne, che dopo il Mondiale avrà un confronto con la società per definire il proprio futuro. Il suo talento non è in discussione e Allegri lo considera uno dei giocatori attorno ai quali costruire il nuovo progetto tecnico.
Con l’ufficialità del nuovo allenatore, il Napoli apre così una nuova fase della propria storia: la base della squadra è già competitiva, ma le prossime settimane di mercato saranno decisive per consegnare ad Allegri un organico completo e pronto a lottare nuovamente per i massimi traguardi.





