Verona-Napoli: parola a Setti
Maurizio Setti, ex presidente del Verona, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Napoli Network.
Sabato ci sarà Verona-Napoli: che partita vede?
“Vedo una gara che senz’altro ha significato per entrambe. Il Napoli dopo la sconfitta di Bergamo deve vincere, spero di vedere una reazione di orgoglio del Verona per provare ad onorare un campionato sin qui disastroso. Per il Verona fare solo 2 vittorie in 26 gare è desolante. Quello che credo è che i miracoli non avvengono, la salvezza del Verona è quasi impossibile”.
Ha citato Atalanta-Napoli, gli azzurri sono stati sconfitti dopo diversi episodi arbitrali contestati. Che ne pensa dell’episodio e degli arbitri in generale?
“Il primo reset andrebbe fatto dai giocatori. Ormai è diventato una moda cercare il video da parte dei giocatori per ottenere dei vantaggi. Se un giocatore subisce un semplice intreccio di gambe tende ad esagerare per avere vantaggi ed è una cosa collettiva che non mi piace. Nei campionati esteri non c’è quest’accanimento verso la telecamera per avere un rigore inesistente. Il Var va rivisto, va ampliato anche alle seconde ammonizioni, è una cosa assurda. Per certi aspetti il Var va rivisto, sui falli di mano siamo a livelli ridicoli. Quando ero piccolo forse si esagerava in senso opposto, ma oggi il difensore deve essere un ballerino di danza classica per non ostacolare l’attaccante. I fermi immagine distolgono la dinamica dell’azione, ogni fermo sembra un fallo quando non lo è, il tutto va ridimensionato. All’estero si va molto più lisci, è una questione di cultura e si deve cambiare atteggiamento. All’estero corrono forte, non valgono le regole italiane”.
L’Italia andrà ai mondiali?
“Da italiano spero di sì. Non è comunque plausibile che si rischi per tre volte di fila di non andare ai mondiali, questo è un problema. Non è un problema di organizzazione, ma di cultura, di settore giovanile. In Italia dovremmo avere tutti gli extracomunitari che uno vuole. Gli italiani negli ultimi anni sono diventati pretenziosi. Al Verona abbiamo dovuto prendere giocatori a basso costo dall’estero, eravamo obbligati. L’italiano deve meritarsi di giocare, ma non può pensare che debba guadagnare di più perché è italiano. Inoltre i giocatori stranieri sono anche disponibili ai trasferimenti in altri campionati molto di più dei giocatori nostrani. Tutte queste cose qui chi fa campo le conosce”.
Lei col Napoli ha fatto diversi affari: da Ngonge a Jorginho, come è trattare con De Laurentiis?
“È tosta. Aurelio è un amico, ha capacità commerciali ed argomenti. Devo essere onesto, ma quando il cerchio si chiude poi non si discute più nulla. All’inizio però è davvero impegnativo trattare con lui.
È sicuramente uno dei più impegnativi, ormai i presidenti che vivono la squadra sono pochi. Gino Pozzo dell’Udinese pure era un bel manico tosto”.

