Il caso Rocchi: parola a Grassani
Mattia Grassani, avvocato esperto di diritto sportivo,ha rilasciato un’intervista a Napoli Network.
La Procura di Milano sta indagando su diversi arbitri, ma secondo alcuni quotidiani sentirà anche i cosiddetti “Refree manager” ovvero i dirigenti preposti per il dialogo con gli arbitri. In Serie A solo 4 club hanno questa figura (Inter, Juventus, Lazio e Parma): secondo lei questa decisione potrebbe portare ad un coinvolgimento di questi club o di altre società nel prossimo futuro?
“A mio avviso la conclusione cui perviene è assolutamente prematura. Al di là del job title, tutti o quasi i club di Serie A e B hanno dirigenti preposti alla tenuta dei rapporti con il settore arbitrale, che, ad esempio, partecipano ai meeting con i rappresentanti AIA, si occupano della spiegazione ai calciatori delle novità regolamentari, della disamina degli episodi verificatisi in occasione di una gara. Disporre di una figura dirigenziale che svolta tale mansioni non costituisce violazione, né penale né disciplinare, né implica automaticamente che queste figure abbiano commesso degli illeciti. Il coinvolgimento dei club dipende, dunque, dagli effettivi comportamenti che i tesserati abbiano posto in essere, che vengano accertati dalle autorità inquirenti.”
La procura di Milano ha chiesto un supplemento di 6 mesi per le indagini: data la sua lunga esperienza, come va interpretato questo segnale?
“Si tratta di una legittima prerogativa dell’organo inquirente che viene esercitata in maniera molto frequente, quasi sistematica, per disporre di un lasso di tempo più ampio per svolgere l’attività istruttoria. In sostanza, non siamo di fronte a un episodio che consenta di comprendere l’orientamento della Procura”.
Il procuratore FIGC avrebbe richiesto le carte per riaprire eventualmente il processo da un punto di vista sportivo. Secondo lei ci sono i margini per sanzioni sportive?
“Non conoscendo le carte è difficile prevedere quale sarà l’approccio della Procura Federale. Tuttavia, se, da un lato, la posizione degli associati AIA coinvolti appare esporre gli stessi a responsabilità disciplinari, a maggior ragione laddove si sta parlando della categoria che, più di tutte, dovrebbe assicurare autonomia, imparzialità e probità nei comportamenti, al di sopra di ogni sospetto, dall’altro non sembra che tesserati di club abbiano rivestito ruoli preponderanti nella vicenda. Quantomeno per ciò che allo stato è emerso dalla stampa. Sicuramente il Procuratore Federale Giuseppe Chinè saprà valutare con la massima attenzione e indipendenza la documentazione raccolta dall’autorità penale”.
Gervasoni ha risposto presente all’invito dei PM, Rocchi no. Posto che è una facoltà dell’indagato quella di non presentarsi dai giudici, come va letta la decisione di Rocchi? Questo atteggiamento può davvero deporre a suo favore?
“Anche questa, come la richiesta di proroga delle indagini da parte della Procura della Repubblica, costituisce una legittima prerogativa della Parte che viene esercitata con frequenza e non si presta a interpretazioni circa la posizione dell’indagato. Sicuramente Rocchi, a differenza di Gervasoni, è attualmente il principale protagonista dell’indagine e, dunque, si presume che gli elementi indiziari che lo riguardano siano maggiori di quelli che interessano Gervasoni. Per tale ragione, appare assolutamente plausibile che Rocchi abbia scelto di conferire con l’autorità inquirente soltanto dopo aver conosciuto gli atti contenuti nel fascicolo dell’indagine”.
