Napoli-Cremonese: parola a Giacchetta
Simone Giacchetta, DS della Cremonese, ha parlato in esclusiva a Napoli Network a pochi giorni dalla sfida tra il Napoli e la squadra lombarda.
Cremonese e Lecce sono appaiate a quota 28 al terz’ultimo posto, venerdì c’è Napoli-Cremonese: come ci arriva la Cremo?
“La squadra ha chiaro l’obiettivo salvezza. Il Napoli è un rivale di altissimo livello, ma non dobbiamo guardare a queste cose qui perché altrimenti eviteremmo di fare il viaggio. È un’opportunità per fare punti, cercheremo di fare il massimo e poi vedremo che accadrà. Non credo che il Napoli sia in crisi, per me è forse la più forte del campionato. Ha avuto tanti problemi fisici che in certe fasi della stagione hanno oltremodo condizionato la squadra. Il Napoli è un’eccellenza del campionato italiano”.
Nelle vostre fila c’è Zerbin, giocatore di proprietà del Napoli che sarebbe automaticamente riscattato in caso di salvezza: per lui è una sfida speciale?
“Penso che Zerbin come tutti gli altri calciatori ha in testa di dare il massimo. Il Napoli può rappresentare uno stimolo ulteriore per lui. Sarà uno di quelli che riconosce l’ambiente. Zerbin come gli altri dovrà dare il 100%, il 99% contro il Napoli non basta”
I club di Serie A hanno espresso una preferenza per Malagó come presidente della FIGC: basta solo lui per cambiare oppure servono riforme nette?
“Malagó è un dirigente credibile e di alto livello, non sta a me discuterlo. Scelte le persone poi saranno decisivi i programmi. Si dovrà individuare la nuova formazione da offrire ai giovani calciatori, il percorso dei nuovi campionati. Va abbassata l’età media per l’inserimento dei calciatori nei campionati”
Una salvezza a Cremona sarebbe storica: cosa significherebbe per la piazza?
“La salvezza sarebbe qualcosa di straordinario e premierebbe gli sforzi della proprietà, dei calciatori, dei tifosi. Sarebbe un premio per tutti, per Cremona sarebbe importante così come per la nostra società. Non è successo spesso che la Cremonese si sia salvata in Serie A. Incrociamo le dita e vediamo che accadrà”.



