Gigi De Biasi, ex allenatore dell’Azerbagian e conoscitore del calcio caucasico è intervento in esclusiva durante NapoliNetTalk per parlare di Napoli-Qarabag e non solo.
Napoli-Qarabag e non solo: a tutto De Biasi
“Roma, Napoli, Inter e Milan sono le 4 squadre che possono giocarsi il campionato fino alla fine. Il Milan ricorda il Napoli dell’anno scorso, da un certo punto di vista.
Il Qarabag sa sfruttare bene le sue qualità. A centrocampo Jankovic, montenegrino, si prende tutte le responsabilità. A Lisbona una prova di forza, erano sotto 2-0 e l’hanno ribaltata.
Il Qarabag, a differenza delle squadre dei top 5 campionati, ha la possibilità di spostare le partite e questa non è una cosa da sottovalutare. Quali sono le maggiori insidie? Il quartetto offensivo dietro la punta può dare fastidio, le sovrapposizioni dei laterali sono importanti. Sono giocatori collaudati, gente che è lì da 5-6 anni, da notare il colombiano Duran che è una punta molto abile nei movimenti, salvo perdersi in preziosismi talvolta. Conte sa che è una squadra da tenere in considerazione.
Baku non è assolutamente simile a Napoli, ma qui lo credono fortemente. Se ne compiacciono, ma non hanno il Vesuvio! Se ne renderanno conto una volta che avranno visto Napoli.
La mia esperienza più importante? Dal Modena all’impresa dell’Albania che ho portato agli europei, passando per la promozione del Toro di Cairo, queste sono le mie esperienze principali.
Italia al Mondiale? Se non ci andiamo caschiamo in un vortice, non saremo più la squadra di una volta ma i singoli non sono assolutamente male. È il collettivo che non riesce a generare l’empatia e la chimica giusta. Donnarumma è un portiere straordinario, giocatori come Dimarco, Di Lorenzo, Tonali o Barella. La verità è che stiamo producendo meno di quanto l’orto possa dare, ma tutto questo non giustifica la debacle con la Norvegia”.






