Parma-Napoli: parola a Pietro Carmignani
Pietro Carmignani, ex di Parma e Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni esclusive a Napoli Network.
Domenica c’è Parma-Napoli: gli azzurri arrivano da 5 vittorie di fila, i ducali sono a +8 sulla salvezza. Che partita si aspetta?
“Mi sembra che a Napoli si parli più del futuro di Conte che della gara di Parma. L’Inter ha un grande vantaggio, ma i giochi non sono fatti. È bene che il Napoli fino alla fine si concentri per ostacolare l’Inter. Conte sta pensando alla gara, non molla niente. L’ambiente napoletano, presidente compreso, non lo vedo così concentrato. Gli stessi calciatori leggono queste voci, può essere fuorviante anche per loro. Bisogna cercare di ottenere il massimo in una gara complicata.
Il Parma ha fatto 14 punti in casa e 21 fuori casa, al Tardini lascia un po a desiderare.
La squadra di Cuesta ha avuto un periodo dove la casualità ha giocato un ruolo determinante nei suoi risultati. Seguo molto Parma e Napoli e ricordo diversi risultati casuali come la vittoria di Verona, la vittoria di Pisa, il pareggio di Napoli e la vittoria di Lecce. Potevano essere 3 punti ed invece ne sono stati 10. Basti pensare agli episodi fortunati del Parma in queste gare come il gol annullato al Napoli per fuorigioco millimetrico di Mazzocchi, l’espulsione di Banda in Lecce-Parma. La fortuna per me non esiste, ma la casualità si. Il Parma ha saputo sfruttare la sua fase difensiva, è molto organizzata.
La squadra di Cuesta difende con 11 giocatori dietro la linea della palla, sa muoversi e ripartire bene. Se è il caso riparte veloce, altrimenti sa palleggiare bene. Al Parma domenica mancherà Pellegrino, uno degli elementi più importanti nel gioco aereo e nei calci piazzati. Il Parma sa sfruttare i calci piazzati. La squadra ducale ha poco da perdere, il vantaggio che ha è di fatto incolmabile. Il Napoli si deve giocare le ultime possibilità di scudetto e non può che vincere”.
Il Napoli gioca a Parma e l’Inter va a Como infatti….
“Nel calcio può succedere di tutto. Il Napoli deve concentrarsi sulla partita. Il Napoli quest’anno ha avuto una miriade di infortuni e li ha pagati”.
Il momento storico della Nazionale è triste: secondo lei chi è l’uomo giusto per fare il CT dell’Italia?
“Conte sarebbe l’ideale, mi spiace per il Napoli, non c’è dubbio. La figura di Conte è la più imponente. Conte deve chiedere, qualora dovesse tornare in Nazionale, dei regolamenti federali diverse. Non è possibile che in Serie A giochino solo il 25% di italiani. In Udinese-Como tra i titolari c’era un solo italiano su 22 giocatori! Non è vero che manca il talento, le nostre Under ottengono sempre risultati lusinghieri. I giovani infatti giocano i loro campionati, c’è una percentuale altissima di italiani. Quando però arrivano in Serie A non giocano. Una delle cause è il decreto crescita che ha reso il cartellino degli stranieri più economici rispetto agli italiani. Ora è stato abolito, ma questo nel tempo ha causato danni. L’esperienza viene solamente con le partite, i giocatori non crescono in panchina.
Spalletti ha detto che ogni squadra dovrebbe far giocare un under 19 in ogni gara di campionato. Sono d’accordo con la sua proposta perché si innesterebbe un circolo virtuoso dove i club dovrebbero convocare ogni volta 2/3 under 19 dovendone usare sempre almeno uno di questi. Conte o chi per lui deve avere ampia facoltà di scegliere. Devono cambiare le leggi.
Ho rispetto e stima per la Lega Dilettanti, ma ha il 34% dei voti, è una percentuale alta, mi sembra esagerato come numero. Bisogna far giocare gli italiani in Serie A. I giocatori ci sono, ma per vari motivi vengono preferiti gli stranieri”.





