Il Napoli, gli arbitri e non solo: parola al professore
Guido Clemente Di San Luca, professore di diritto amministrativo dell’Università Luigi Vanvitelli, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Napoli Network.
Il Napoli si trova terzo, con un vantaggio di 4 punti sul quinto posto occupato dalla Juventus: secondo lei gli azzurri si qualificheranno alla prossima Champions?
“Io spero ardentemente di sì, ma è difficile fare previsioni, perché il risultato dipende da due fattori sui quali è impossibile ogni controllo: a) il rispetto della legalità delle direzioni arbitrali; b) la salute dei giocatori del Napoli. Detto altrimenti, se gli azzurri recuperano parte consistente degli infortunati e la competizione si svolge correttamente perché le partite vengono giocate nel rispetto delle regole, allora penso che il Napoli si qualificherà”.
La stagione del Napoli è stata contrassegnata da una miriade di infortuni: come si spiega questa catastrofe che non ha precedenti nella storia recente azzurra?
“Non ho elementi di conoscenza diretta che possano consentire di rispondere con piena consapevolezza. Il numero, tuttavia, è talmente abnorme che non sia attribuibile alla sola sfortuna. Si può ragionevolmente ritenere che abbiano contribuito una preparazione non perfettamente calibrata ai singoli componenti della rosa, ed una gestione di questa non proprio ineccepibile, potendosi ricorrere per tempo ad una più saggia e prudente rotazione dei giocatori”.
Parlando del tema arbitrale: ci interessa sapere se c’è un disegno volto a favorire qualcuno o ci bastano già tutti questi elementi per parlare di campionato falsato? Un sistema che si fonda su due principi, di fatto: l’assenza di certezza del diritto (visto che si afferma tutto e il contrario di tutto) e l’assenza del principio di legalità formale (visto che cambiano le regole procedurali sul se e come si utilizzano le norme) è già un sistema malato?
“Non v’è dubbio che la regolarità della competizione sia stata significativamente compromessa da una deficitaria interpretazione delle regole (che sono norme giuridiche) lasciate nell’applicazione al più spregiudicato arbitrio. Il paradigma dei comportamenti nella previsione normativa è divenuto sempre più evanescente. La certezza del diritto è da tempo stata sostituita dalla plausibilità del diritto: oggi si assiste raramente ad una conduzione arbitrale persino plausibile. Benché sia percepibile, per stabilire che ci sia un disegno, occorrerebbe una indagine giudiziaria (come fu per “Mani pulite”, o per “Calciopoli”). Basterebbe aprirne una per “frode in competizione sportiva”.
Se il Napoli dovesse arrivare in Champions proseguirebbe con Conte? Se no, chi sarebbe il sostituto ideale?
“Per rispondere – come si dice a Napoli – ci vorrebbe la zingara. Dipenderà molto dal suo rapporto col Presidente. Senza la Champions (ma anche ottenendola) è fuori discussione che non saranno più possibili gli investimenti considerevoli degli ultimi due anni. Se Conte pretendesse questo per continuare, penso che il rapporto si interromperà. Per sostituirlo, a me è sempre piaciuto Italiano”.
Come interpreta questo prolungato silenzio di De Laurentiis su tutto ciò che riguarda il Napoli? Non si aspettava un presidente mediaticamente più aggressivo dopo i numerosi episodi arbitrali sfavorevoli?
“Immagino che, scaltro com’è, abbia scelto una via meno eclatante, poco appariscente e più ‘sinuosa’ per difendere i suoi interessi”.





