Ci siamo: Ndoye al Nottingham Forest! Ieri c’imbacuccavamo tra mille vestiti cercando di non cadere tra le grinfie d’un qualche malanno stagionale, oggi giriamo a petto nudo e tiriamo le somme: questa maledetta prova costume chi l’ha superata?
Certe cose però proprio non cambiano e talvolta i proverbi figli d’un folklore invidiabile, quello italiano, ci fanno sorridere. Eppure lo schiamazzo culturale d’un popolo spesso e volentieri nasconde un barlume di verità.
Giovanni Manna, ad esempio, perde il pelo ma non il vizio.

Manna a nanna, il Nottingham ne approfitta
Forte del suo invidiabile tatuaggio rappresentante i “drughi”, pur senza paventare un certo interesse cinematografico per Kubrick, il direttore sportivo glabro d’esperienza – se non nella sperimentale Juve Next Gen – s’era incamminato alla ricerca d’un nuovo affare all’ombra delle due torri.
Dopo esser riuscito a contrattare il prezzo per Beukema, riducendo di due milioni la cifra totale, ed essersi dilettato tra un prestito con diritto di riscatto e l’altro (dal suo arrivo a Napoli, solo tre le cessioni a titolo definitivo), lo spavaldo uomo di mercato aveva provato – come da sei mesi a questa parte – a fornire ad Antonio Conte il tanto agognato esterno sinistro.
Dopo essersi fatto portare a spasso nelle richieste da Sartori, la volpe azzurra non si è dimostrata convincente e s’è fatta sbranare dal famelico Nottingham Forest, capace di accaparrarsi in poche ore cartellino e volontà di Ndoye.
Manna, che combini: troppe lacune!
Le lacune del direttore sportivo del Napoli erano chiare un po’ a tutti coloro che non si fasciassero delle insegne presidenziali e difendessero la società per partito preso.
Il mercato di gennaio, una disaster-class assoluta, verrà ricordata negli annali nonostante l’insperato trionfo degli uomini di Conte, e bastava ampiamente a far capire che un DS con la sola esperienza in una squadra under 23 fosse inadeguato a caricarsi sulle spalle un club con ambizioni così alte.
Insomma, trenta giorni per rimpiazzare una delle ali più forti del mondo (dopo aver fatto venir fuori addirittura articoli nascosti della Fifa in favore del georgiano) per poi tornare a casa con Okafor in sovrappeso sarebbero bastati a chiunque per bollarne l’inadeguatezza. A chiunque fuorché ad una parte lobotomizzata della piazza napoletana.






