Conte ridisegna il Napoli: senza Neres spazio a Elmas e Lang
Il Napoli torna in campo questa sera alle 18.30 allo stadio Diego Armando Maradona per il turno infrasettimanale di campionato, ospitando il Verona in una gara che assume contorni fondamentali nel percorso degli azzurri. La squadra di Antonio Conte, infatti, non può permettersi passi falsi alla vigilia del big match di domenica prossima in casa dell’Inter, uno snodo importante per le ambizioni di classifica. Per il Napoli sarà fondamentale approcciare la gara con l’atteggiamento giusto, indirizzandola subito sui binari desiderati per evitare complicazioni e arrivare al confronto con i nerazzurri con fiducia e slancio. Conte chiede concentrazione e concretezza ai suoi, consapevole dei rischi di una partita che, almeno sulla carta, vede il Napoli favorito. L’assenza di Neres obbliga il tecnico leccese a rivedere l’assetto offensivo: sulla corsia destra dovrebbe toccare a Elmas, mentre a sinistra è pronto Lang. In difesa possibile novità con Buongiorno che insidia Jesus per una maglia da titolare, mentre resta aperto il ballottaggio sulla fascia sinistra tra Spinazzola e Gutierrez. Potrebbe toccare allo spagnolo ex Girona.
Verona tra certezze e ballottaggi: 3-5-2 confermato ma molte incognite
Situazione decisamente più fluida in casa Verona, dove i dubbi di formazione sono numerosi. Il modulo di partenza dovrebbe essere il 3-5-2, con il terzetto difensivo composto da Nunez, Nelsson e Bella Kotchap, anche se non è da escludere la possibile sorpresa Valentini al posto di uno dei due braccetti. Sugli esterni il casting è ancora aperto: a destra si giocano una maglia Oyekoge e Fallou, mentre a sinistra il ballottaggio è tra Bradaric e Frese. Anche a centrocampo le scelte non sono definitive. Bernede sembra il più sicuro del posto, mentre per completare il terzetto in mezzo restano in corsa Gagliardini, Serdar, Al Musrati e Niasse, con l’allenatore scaligero chiamato a trovare il giusto equilibrio tra fisicità e qualità. In attacco, infine, si va verso la conferma del tandem Giovane–Orban, chiamato a sfruttare eventuali spazi concessi dalla retroguardia partenopea. L’alternativa ad Orban è rappresentata dal fisico Mosquera.
Un Verona diretto e verticale: poco palleggio, molte seconde palle
Il Verona si presenterà al Maradona con il consueto 3-5-2, modulo che rappresenta ormai una certezza più che una semplice soluzione tattica. Nelle ultime ore si è parlato anche di un possibile passaggio alla difesa a quattro, ma al momento questa ipotesi appare piuttosto remota, soprattutto contro una squadra come il Napoli, dove compattezza e coperture preventive diventano fondamentali. Dal punto di vista della proposta di gioco, gli scaligeri non sono una squadra che ricerca con continuità la costruzione dal basso. L’uscita palla è spesso semplificata: si privilegiano sviluppi sulle corsie laterali, per poi verticalizzare rapidamente sulle due punte, oppure il lancio lungo del portiere, soluzione utilizzata con frequenza per saltare il primo pressing avversario. In questo scenario diventa centrale il lavoro sulle seconde palle, con i centrocampisti chiamati ad aggredire la zona di ricaduta e a dare immediato sostegno all’azione offensiva. All’interno del reparto di mezzo spicca senza dubbio il profilo di Bernede. Il francese è il centrocampista più dinamico e continuo del Verona: garantisce intensità, mobilità e una buona capacità di inserimento senza palla, risultando spesso il primo a rompere gli equilibri avversari con i suoi movimenti tra le linee. È lui il vero motore del centrocampo scaligero, quello che detta tempi e dà ritmo alla manovra nelle fasi di transizione. In avanti, inevitabilmente, le principali attenzioni saranno rivolte a Giovane. Il brasiliano è il giocatore di maggior talento della rosa: veloce, tecnico e dotato di un buon piede sinistro, ha già messo insieme 3 gol e 4 assist, numeri che raccontano la sua importanza nell’economia offensiva del Verona.
Ama partire largo per poi accentrarsi, ma sa anche attaccare la profondità, rappresentando una minaccia costante soprattutto quando la squadra riesce a ribaltare velocemente l’azione.
Fase di non possesso del Verona e piano partita del Napoli
In fase difensiva il Verona si abbasserà con un 5-3-2 molto compatto, con i quinti pronti a scendere sulla linea dei tre difensori per ridurre al minimo gli spazi tra le linee. Particolare attenzione andrà all’uscita sul braccetto destro del Napoli, che sarà spesso Di Lorenzo, ma in alcune situazioni anche Rrahmani, soprattutto quando uno tra Lobotka e McTominay si abbasserà in posizione centrale per favorire la costruzione. Questo tipo di uscita dovrebbe essere assorbita dalla mezzala sinistra, ovvero Bernede, chiamato a scivolare lateralmente per schermare la ricezione e spezzare la prima progressione azzurra. Un compito dispendioso, ma coerente con il profilo dinamico del centrocampista francese. Ci si aspetta una partita estremamente intensa e aggressiva da parte degli ospiti. I numeri parlano chiaro: il Verona è primo nelle statistiche per falli commessi, ammonizioni e contrasti, a testimonianza di un approccio fisico e combattivo. Al tempo stesso è penultimo per possesso palla, un dato che conferma come la squadra scaligera accetti di buon grado di difendersi bassa, senza andare sempre in pressione alta, e di lasciare l’iniziativa all’avversario. Questo significa che il Napoli avrà per lunghi tratti il pallino del gioco, con il compito di scardinare il castello difensivo veronese. Qui entra in gioco la capacità di Antonio Conte di adattare i propri meccanismi offensivi al sistema avversario. Il tecnico azzurro ha già dimostrato grande flessibilità: contro la Lazio, ad esempio, si è scelto di non aprire il campo con i trequartisti per favorire le giocate su Hojlund. Pochi movimenti verso l’esterno, richiesta di occupare le zone interne per attirare i terzini e liberare spazio per i due esterni di centrocampo, come dimostrato dal gol di Spinazzola. Contro il Verona, invece, la scelta potrebbe tornare a essere più orientata su un lavoro pensato per l’attaccante danese. Le solite combinazioni prevedono l’abbassamento degli esterni di centrocampo per attirare fuori i quinti, i movimenti dei trequartisti utili a portare fuori zona i braccetti della difesa a tre, e infine giocate dirette e verticali sul numero 19 azzurro. Nel contesto odierno, sul lato destro potremmo quindi avere Politano in posizione più bassa, pronto anche alla giocata diretta su Højlund. Una soluzione che potrà essere sviluppata anche da Di Lorenzo nel ruolo di braccetto, con Elmas pronto ad allargarsi sull’esterno. Sul versante sinistro, invece, con la possibile titolarità di Gutiérrez, il meccanismo potrebbe prevedere il suo abbassamento in fascia, Lang che attacca verso l’esterno e l’imbucata di Buongiorno per servire Højlund. Meccanismi già codificati e riconoscibili. Un piano studiato per colpire una linea difensiva numerosa ma potenzialmente vulnerabile se costretta a uscire dalla propria comfort zone. Molto dipenderà dall’atteggiamento difensivo scelto dagli ospiti.






