Il Napoli scivola nel ranking UEFA: un campanello d’allarme
Nel nuovo ranking UEFA quinquennale aggiornato dopo le gare di Champions, il Napoli occupa la 29ª posizione con 62.000 punti, lontanissimo dai vertici e dietro ad altre italiane come Inter, Roma, Atalanta, Juventus, Fiorentina e Milan.
Una fotografia che spiega molto delle difficoltà europee degli ultimi anni e di quanto pesino le prestazioni altalenanti nelle coppe.
Il ranking non è un esercizio statistico: determina le fasce dei sorteggi e dunque il livello degli avversari che il Napoli dovrà affrontare nella nuova Champions League allargata o nelle eventuali altre competizioni UEFA.
Perché il Napoli è così indietro rispetto ad altre italiane
- Mancanza di continuità in Europa
L’ottimo exploit della stagione 22\23 con i quarti di Champions – non è bastato a compensare anni in cui il Napoli ha raccolto poco.
Inter, Roma e Atalanta hanno accumulato punteggi più robusti grazie a:
finali europee raggiunte
partecipazioni costanti
turni superati con regolarità
Gli azzurri, invece, hanno spesso alternato exploit a eliminazioni premature.
La nuova Champions penalizza chi è fuori dalle prime fasce
Con la riforma della Champions dal 2024-25, essere in basso nel ranking significa affrontare un calendario più complesso: più big, meno possibilità di accumulare punti e quindi più difficoltà a risalire.
Le difficoltà dell’ultimo periodo
La sconfitta col Benfica e le gare esterne senza punti hanno frenato la possibilità di risalire già quest’anno.
Il Napoli resta in corsa, ma la strada verso i playoff sarà tortuosa e ogni mancata vittoria pesa nella proiezione quinquennale.
Perché questa situazione deve preoccupare il Napoli
Il rischio concreto: finire in terza o quarta fascia
Restando nelle posizioni intorno alla 30ª, il Napoli rischia di essere sorteggiato con più big in ogni competizione europea.
Più avversarie di livello significa meno possibilità di fare punti, e così il circolo vizioso diventa difficile da interrompere.
Impatto sul mercato
Una squadra percepita come “meno europea” attrae con più difficoltà top player e fatica a trattenere i migliori.
Il progetto tecnico di Conte mira a invertire questa tendenza, ma servono risultati e continuità.
Competizione interna italiana sempre più serrata
Con Roma, Fiorentina, Atalanta e Juventus davanti nel ranking, l’Italia rischia di presentarsi con gerarchie ribaltate: il Napoli non è più la certezza europea degli anni di Sarri e Spalletti.
Cosa deve fare il Napoli per risalire
- Tornare a fare punti in trasferta
Il rendimento europeo fuori casa è il principale limite: tre sconfitte su tre nel girone hanno frenato ogni possibilità di scalata.
- Passare il turno, a ogni costo
Arrivare ai playoff o agli ottavi garantirebbe un boost pesante di punti ranking, essenziale per recuperare su chi è avanti.
- Continuità nei prossimi anni
Il ranking è quinquennale: non si scala in un colpo solo.
Serve costruire un ciclo stabile con Conte, come fatto in passato da Inter e Atalanta.
Il 29° posto nel ranking UEFA è un segnale chiaro: il Napoli non è più considerato una big europea dal sistema.
Ma è anche un’opportunità: con una buona seconda parte di stagione e una ricostruzione strutturata, gli azzurri possono tornare rapidamente in alto, soprattutto se la società saprà investire e se Conte continuerà a dare solidità e risultati.
La Champions del prossimo anno dipenderà anche da questo: arrivare al sorteggio nelle condizioni migliori per non rendere la strada ancora più impervia.






