Napoli-Cremonese: l’analisi tattica del match del Maradona
Napoli-Cremonese, partita di dettagli: tra reazione azzurra e strategie grigiorosse
L’anticipo del venerdì mette di fronte Napoli e Cremonese allo Stadio Diego Armando Maradona, con calcio d’inizio alle 20:45. Una gara che arriva in un momento non eccelso per gli azzurri, reduci dalla brutta sconfitta contro la Lazio, maturata al termine di una prestazione decisamente negativa sotto tutti i punti di vista. Proprio per questo, la squadra di Antonio Conte è chiamata a una reazione immediata: l’obiettivo è conquistare i tre punti per approfittare dello scontro diretto tra Milan e Juventus, che si affrontano nel weekend. Un’occasione preziosa per guadagnare terreno su una delle due, o su entrambe in caso di pareggio. Conte dovrà essere bravo a stimolare i suoi, perché la qualificazione matematica alla prossima Champions League non è ancora stata raggiunta. Serve quindi chiudere il discorso il prima possibile, evitando cali di tensione. Dall’altra parte, però, ci sarà una Cremonese tutt’altro che arrendevole: i grigiorossi sono in piena lotta per non retrocedere, appaiati al Lecce, e ogni punto può fare la differenza nella corsa salvezza.
L’analisi tattica della gara
Entrando nel merito della partita, al di là degli aspetti tecnico-tattici che pure avranno un peso specifico, sarà fondamentale capire l’approccio del Napoli. Servirà un atteggiamento completamente diverso rispetto alle ultime due uscite contro Parma e Lazio. In primo luogo, evitare di subire gol nei primi minuti: una situazione che rischierebbe di complicare immediatamente la gara. Poi serviranno più intensità e continuità nello sviluppo offensivo, senza però perdere la necessaria pazienza. Il rischio, soprattutto contro una squadra chiusa, è quello di cadere nella sterilità del possesso. Proprio l’atteggiamento della Cremonese rappresenterà uno dei temi chiave del match. La squadra di Marco Giampaolo alterna una costruzione a tre e una a quattro: nel primo caso i due mediani si abbassano per supportare l’uscita palla; nel secondo, i braccetti si allargano come terzini, mentre uno dei mediani si posiziona centralmente accanto al difensore centrale, formando una linea a quattro. Molto interessanti le dinamiche sulla fascia sinistra, dove il napoletano Giuseppe Pezzella agisce largo, accompagnato da un continuo interscambio tra Vandeputte e uno tra Grassi o Maleh: uno si apre, l’altro attacca la profondità. Vandeputte, in particolare, quando si allarga cerca spesso la giocata diretta sulla punta, mentre Luperto è coinvolto nella costruzione soprattutto con lanci lunghi. Sulla destra, Bonazzoli agirà nel mezzo spazio, abbassandosi anche in fase di costruzione, con il terzino — uno Floriani Mussolini o Barbieri — pronto ad attaccare la profondità. L’idea generale sarà quella di attirare la pressione del Napoli per poi verticalizzare rapidamente verso la prima punta, che sarà uno tra Sanabria o Djuric. Non mancheranno anche sviluppi sulle corsie laterali, con inserimenti dei centrocampisti, soprattutto di Vandeputte.
In fase di non possesso, invece, osservando la gara contro il Torino (modulo 3-4-2-1 come il Napoli), le dinamiche di gioco potrebbero rivelarsi simili. La mezzala/trequartista usciva sul braccetto destro avversario, la punta schermava tra portiere e centrale, mentre l’esterno di centrocampo decideva se aggredire il braccetto sinistro o l’esterno. Quando usciva sul braccetto, la copertura sull’esterno veniva garantita dalla corsa lunga del braccetto destro Terracciano. In mezzo al campo si creavano marcature a uomo: Grassi su Casadei, Bondo su Vlasic, Bonazzoli su Gineitis. A sinistra Pezzella seguiva Pedersen, mentre Baschirotto e Luperto si occupavano rispettivamente di Adams e Simeone. Per il Napoli, quindi, una possibile chiave potrebbe essere quella di provocare proprio la corsa lunga di Terracciano, magari con una costruzione iniziale a quattro, per poi cercare verticalità rapide verso la prima punta, Hojlund o Giovane, approfittando della risalita degli avversari. Inoltre, il possibile utilizzo di Gutiérrez sull’esterno, in combinazione con Alisson, potrebbe riproporre le solite dinamiche: lo spagnolo dentro al campo e il brasiliano largo. A destra spazio a Politano, mentre sulla trequarti resta il dubbio tra Elmas e Kevin De Bruyne, con il primo che non ha mai convinto pienamente in quella zona. In mezzo al campo agiranno Lobotka e Scott McTominay, mentre in difesa si attende il possibile rientro di Amir Rrahmani, utile per migliorare la costruzione insieme a Olivera, uno dei pochi a tentare imbucate coraggiose tra le linee, seppur palesando limiti tecnici. C’è grande curiosità per capire l’atteggiamento iniziale del Napoli e verificare se ci saranno sviluppi offensivi diversi rispetto alle ultime due uscite. Molto, però, dipenderà anche dalla strategia della Cremonese: sarà proprio questo duello di intenzioni a indirizzare l’andamento della partita.



