Conte: in arrivo una settimana chiave della sua carriera da allenatore
Manca sempre meno a Napoli-Atalanta, match valido per la dodicesima giornata della Serie A 2025-2026. La Gazzetta dello Sport analizza il match dal punto di vista di Antonio Conte.
Napoli-Atalanta: perché per Conte sono 7 giorni chiave
Gazzetta: “È assurdo, magari anche un po’ estremo, definirla la settimana più importante, delicata, della sua gloriosa carriera? Chissà. Resta il fatto, e questo è indiscutibile, che Antonio Conte è davvero alla vigilia di tre partite che possono cambiare la prospettiva professionale di questa stagione e i suoi umori personali. L’Atalanta e la trasferta dell’Olimpico contro la Roma ci diranno infatti se la nuova strategia che ha adottato è riuscita a disegnare un nuovo scenario. Scacciando anche quell’eccesso di negatività che probabilmente sta alimentando esageratamente le speranze della concorrenza. Perché il Napoli, con tutti i suoi problemi e tutte le sue polemiche, è comunque lì, a due passi dal primo posto. Senza contare il confronto di metà settimana con il Qarabag in Champions League. Che, a una prima lettura, può apparire una formalità. Così non è. Perché il Qarabag — senza essere il Manchester City — ha sette punti (contro i 4 del Napoli) ed è reduce dal pareggio col Chelsea. Insomma, una trappola da schivare con cura. E se in campionato c’è da difendere lo scudetto, in Champions lo stesso Conte deve “difendersi” dalla critica di avere un rendimento diverso quando si tratta di uscire dai confini nazionali.
È per questo che definirla la settimana più delicata della sua carriera, non è soltanto un paradosso. Perché Conte, da grande allenatore, sa bene che ci sono momenti in cui non conta il passato, non conta il futuro, ma c’è solo un presente che può orientare giudizi e decisioni, e che sia una settimana cruciale, d’altronde, è dimostrato dal suo cambiamento radicale. Molto più profondo di una rivoluzione tecnica: questo è successo altre volte e ancora succederà. Ma non era mai successo che Conte correggesse completamente il suo atteggiamento, fatto sempre di parole forti. Come è accaduto anche in questo avvio di stagione. La lite con Lautaro, le allusioni a una campagna addirittura con troppi acquisti, la presa di posizione nei confronti di Marotta, i messaggi sulla questione arbitrale, lo scambio con De Bruyne, i richiami in campo ad Anguissa, il botta e risposta con Lobotka, fino ad arrivare alla frase dopo Bologna. «Non voglio accompagnare un morto».
E se ci pensate, tutto questo è servito — tra mille problemi e tanti infortuni — per tenere comunque il Napoli lì. Da altre parti si festeggiano ambienti idilliaci, al Napoli sembra quasi che la pentola stia per esplodere: eppure la classifica dice il contrario e basta poco per rovesciare il tavolo.
Insomma, non è cronaca ma storia se — improvvisamente — Conte decide di rinnegare se stesso, per concedersi una settimana di vacanza, lasciare ai suoi collaboratori il compito di dirigere gli allenamenti, per poi restare pubblicamente in silenzio. Un silenzio che fa ancora più rumore e spiega perché questa settimana rappresenta davvero un bivio nella sua fantastica carriera. Per la prima volta, forse, non c’è bisogno di chiedere, pretendere, qualcosa in più. Anche da se stesso. Non è il tempo di fare e farsi domande. Ora contano solo le risposte”.






