Due club, un valore da 3 miliardi
Lo spettacolo visto a San Siro non nasce per caso. È il frutto del lavoro strutturale di due club che, sommati, valgono circa 3 miliardi di euro di enterprise value, il parametro che misura il valore complessivo di un’azienda sportiva. L’Inter viaggia ormai intorno ai 2 miliardi, il Napoli ha raggiunto quota 1 miliardo. Una differenza industriale reale, che spiega anche le parole di Antonio Conte quando ha ammesso come, a livello di strutture, seconde squadre, monte ingaggi e patrimonio, Juve, Milan e Inter siano ancora avanti.
Crescita parallela, velocità diverse
Inter e Napoli sono accomunate da un dato chiave: una crescita impressionante nell’ultimo decennio. Secondo Football Benchmark, società di riferimento per l’analisi economica del calcio europeo, l’Inter è passata dai 399 milioni di valore del 2016 a oltre 1,7 miliardi nel 2025, con un incremento superiore al 330%. Il Napoli, nello stesso periodo, è salito da 394 a 1.097 miliardi, pari a un +178%.
La traiettoria è simile, ma la velocità diversa. I nerazzurri hanno accelerato grazie al boom dei ricavi internazionali e alla Champions League, mentre il Napoli ha pagato l’assenza dalle coppe nell’ultima stagione. Da qui la proiezione attuale: Inter verso i 2 miliardi, Napoli stabile attorno al miliardo.
Come si calcola l’enterprise value
Nel calcio il valore d’impresa si basa soprattutto sui multipli del fatturato, più che sugli utili, come avviene in altri settori. Football Benchmark applica poi correttivi legati a cinque fattori chiave: profittabilità (rapporto stipendi-ricavi ed Ebit), popolarità e seguito sui social, valore sportivo della rosa, gestione dei diritti tv e infrastrutture, con particolare attenzione agli stadi.
L’ultimo report ufficiale, pubblicato nel maggio 2025, si basava sui bilanci 2022-23 e 2023-24. I dati più recenti dell’esercizio 2024-25 hanno però rafforzato la posizione dell’Inter, che ha chiuso con un utile di 35 milioni, mentre il Napoli, senza Champions, ha registrato una perdita di 23 milioni.
Rose, asset e solidità finanziaria
In assenza di stadi di proprietà pienamente operativi, il principale asset resta la rosa. Qui il vantaggio dell’Inter è netto: secondo Football Benchmark, il valore dei giocatori nerazzurri è di circa 696 milioni, contro i 494 del Napoli. Marotta ha già dichiarato l’obiettivo di spingersi verso quota 1 miliardo nei prossimi anni.
Sul piano dei bilanci, però, il Napoli conserva una maggiore solidità strutturale. Al 30 giugno 2025 presenta un patrimonio netto positivo di 190 milioni, mentre l’Inter è leggermente negativa (-12). Anche l’indebitamento racconta storie diverse: il Napoli ha un prestito residuo con UniCredit di 37 milioni, l’Inter deve gestire un bond da 350 milioni più un mutuo da 20 per il centro sportivo…
Ricavi, tifosi e peso del brand
Il vero spartiacque resta il fatturato. Nel 2024-25 l’Inter ha toccato i 546 milioni di ricavi (al netto del player trading), record assoluto per il calcio italiano. Il Napoli è sceso a 180 milioni, cifra destinata a risalire con il ritorno in Champions, ma ancora lontana dai livelli nerazzurri.
Il bacino d’utenza spiega molto: in Italia l’Inter conta 4,2 milioni di tifosi certificati contro i 3 del Napoli; a livello globale, il divario è ancora più marcato, con circa 80 milioni di follower nerazzurri, quattro volte quelli azzurri. Più tifosi significa più diritti tv, più sponsor, più appeal commerciale. Anche in Serie A, nonostante lo scudetto del Napoli, l’Inter ha incassato di più dai diritti audiovisivi: 82 milioni contro 68.
Perché l’Inter vale il doppio
La sintesi è chiara: Inter e Napoli crescono entrambe, ma su scale diverse. Il club di Oaktree beneficia di un marchio globale, ricavi strutturalmente superiori, una rosa più valorizzata e una presenza costante nelle coppe. Il Napoli compensa con una gestione finanziaria più prudente e una maggiore solidità patrimoniale.
Sul campo la distanza può essere colmata, come dimostrano gli ultimi scudetti azzurri. A livello d’impresa, però, i numeri spiegano perché oggi l’Inter valga il doppio del Napoli. E perché, dietro una grande partita, ci sia sempre una grande economia.
Fonte: Gazzetta






