Ultimi aggiustamenti prima del via
Il campionato incombe, e con lui le scelte definitive dei tecnici. La regia del centrocampo, ruolo sempre più raro e delicato, resta il punto focale attorno a cui ruotano esperimenti, soluzioni e nuovi assetti. La posizione del mediano-regista non è più una figura classica: può essere un play puro, una mezzala adattata o un interditore con compiti di costruzione. Tutto passa da lì, perché senza un equilibrio centrale ogni progetto tattico rischia di crollare.
Inter, Sucic all’esordio da regista
Cristian Chivu, in amichevole contro l’Olympiacos, ha sorpreso tutti piazzando Petar Sucic in regia al posto di Hakan Calhanoglu. Una scelta forzata, considerando che il turco salterà la prima giornata contro il Torino per squalifica, ma anche un segnale verso il futuro. La dirigenza, infatti, lavora all’arrivo di Manu Koné, profilo più fisico e diretto, capace di dare alternative rispetto al croato.
Calhanoglu, che a febbraio 2024 a Dazn si era definito “il miglior regista al mondo”, è un riferimento indiscusso ma non intoccabile. All’occorrenza lo stesso Nicolò Barella ha già dimostrato di poter interpretare il ruolo, con Davide Frattesi pronto a inserirsi come incursore. Chivu, dunque, disegna un’Inter sempre più duttile.
Juventus, il cantiere aperto di Tudor
In casa Juve il rebus resta irrisolto. Teun Koopmeiners, dopo mesi difficili, è stato riportato in cabina di regia da Tudor, accanto a Manuel Locatelli. Una soluzione che sacrifica le cavalcate di Kephren Thuram, ma restituisce equilibrio. Non è la scelta ideale: il club aveva individuato in Douglas Luiz il rinforzo giusto, ma la trattativa è sfumata. Così l’allenatore alterna e sperimenta, alla ricerca di stabilità in una zona che, nella scorsa stagione, è stata tra le cause principali delle difficoltà bianconere.
Milan, un centrocampo rinnovato
Il settore più rivoluzionato è quello del Milan. Allegri ha a disposizione nuove pedine con caratteristiche complementari. Samuele Ricci e Ardon Jashari non nascono registi, ma hanno mostrato di sapersi adattare. Il primo necessita protezione, e con lui Fofana e Loftus-Cheek possono garantire copertura; il secondo è più portato all’inserimento e all’impostazione verticale. La rotazione dei tre, usata in Coppa, ha dato buoni risultati. E resta l’arma in più: Luka Modric, capace di calarsi da play puro quando serve, ieri schierato da regista nel finale al posto di Ricci.
Napoli, la certezza di Lobotka e le alternative di lusso
Dal Sud, Antonio Conte osserva le manovre altrui con un sorriso rassicurante. La sua base è Stanislav Lobotka, regista che unisce calma, visione e personalità. Ma il Napoli non si ferma lì. In caso di necessità, la prima alternativa è Billy Gilmour, mentre altre opzioni stuzzicano il tecnico: Kevin De Bruyne ha già giocato più arretrato al City, con qualità nel corto e nel lungo; e la coppia Anguissa-McTominay garantisce fisicità e potenza, senza rinunciare all’ordine. Un ventaglio ampio, che conferma la solidità di un progetto costruito con intelligenza.
Il verdetto della regia
Mentre il campionato si avvicina, la vera partita si gioca in mezzo al campo. Inter, Juventus, Milan e Napoli lavorano per dare stabilità al ruolo più delicato del calcio. È lì che nasceranno i primi equilibri, e forse, anche il prossimo scudetto.
Fonte: Gazzetta






