Un esordio speciale per l’eroe di Berlino
Fabio Grosso vivrà il suo battesimo da allenatore in Serie A nella maniera più affascinante e complessa possibile: contro i campioni d’Italia del Napoli e di fronte ad Antonio Conte, tecnico che da giocatore lo aveva guidato ai tempi della Juventus. Una coincidenza che trasforma la prima partita stagionale in una sfida dal sapore unico, tra ricordi di un passato comune e la necessità di affrontare un presente esigente.
Da Berlino alla panchina
Il nome di Grosso resterà per sempre legato al Mondiale 2006. La semifinale con la Germania decisa dal suo sinistro all’incrocio, il rigore trasformato contro la Francia, la corsa a braccia alzate: istantanee che hanno scolpito la sua carriera. Eppure, dopo quell’apice, il terzino non ha avuto il percorso da fuoriclasse che molti immaginavano. Inter e Juventus hanno rappresentato esperienze di alto livello, ma senza la continuità che lo avrebbe potuto consacrare come uno dei migliori esterni della sua generazione.
I rapporti con Conte alla Juventus
Alla Juventus, nella stagione 2011/12, Grosso visse un’annata particolare. Reinserito in rosa da Conte dopo l’esclusione con Delneri, giocò poche gare prima di scivolare ai margini del progetto. Nonostante la vittoria dello scudetto, fu l’unico a non presenziare alla premiazione. «Parlai con Conte e gli dissi che non trovavo più stimoli forti, lui comprese e restammo amici. Ho imparato molto da lui e in parte mi ispiro al suo modo di allenare», ha ricordato più volte l’ex terzino.
Una carriera in panchina fatta di tappe e crescita
Subito dopo il ritiro, Grosso intraprese la carriera da tecnico partendo dal settore giovanile bianconero. Bari, Verona, Brescia, Lione e soprattutto Frosinone, dove ha conquistato una storica promozione in Serie A, sono state le tappe principali di un percorso non lineare ma ricco di esperienza. Oggi il Sassuolo rappresenta il suo approdo più importante: un progetto che punta sulla salvezza, ma che vuole crescere in prospettiva. «La categoria conta fino a un certo punto: ciò che mi interessa è la visione e l’ambizione del club», ha dichiarato.
Allievo contro maestro
Ora il destino mette Grosso di fronte a Conte, in una sfida che appare sbilanciata sulla carta ma che nasconde sempre l’imprevedibilità del calcio. Il Sassuolo dovrà lottare per la permanenza, mentre il Napoli non può permettersi partenze rallentate. In mezzo, la storia di due uomini che, da compagni di spogliatoio e protagonisti di frizioni passate, si ritrovano faccia a faccia: il veterano chiamato a confermare la sua leadership e l’allievo che sogna di prendersi la rivincita.
Fonte: Il Mattino






